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Elezioni politiche: da Aristofane ad oggi

La metafora politica è declinata a tutti i livelli, comunali, regionali e nazionali. I lettori sceglieranno se lo desiderano applicarla ai protagonisti reali, attuali o del passato. Aristofane lo fece...

Marsala – Sono passati un po’ di giorni dalla chiusura delle urne a Marsala, dopo una campagna elettorale anomala a causa del Coronavirus, con zero comizi, è stata una campagna elettorale sui social, molto utilizzati da tutti, aspiranti sindaci e consiglieri. Il risultato è stato inequivocabile, una classe politica, quella della sinistra, spazzata via in macerie, e come è tipico nella sinistra, si è in piena resa dei conti.

La nazione invece è in perenne campagna elettorale e tutto quasi sempre è una tragicommedia. A tal proposito può giovare all’analisi una commedia di Aristofane scritta più di quattro secoli a.c., stilata per allora, per la comprensione della situazione politica attuale, domani ai posteri la decisione. L’opera è “I Cavalieri”.

Protagonisti il Popolo, Paflagone, il Salsicciaio, due servi e il coro dei Cavalieri. Paflagone, servo, con un comportamento adulatorio, servile e ipocrita spadroneggia nella casa del padrone, il popolo, la qualcosa non è gradita agli altri due servi del popolo.

Un oracolo rivelerà ai due servi che Paflagone sarà sostituito da un Salsicciaio. Costui è più ignorante e immorale di Paflagone, è appoggiato dal Coro, il ceto dominante. Brillante demagogo avrà il sopravvento tra aggressioni e confronto nell’assemblea popolare del tempo. Il Popolo però non si ritiene stupido e vuole allontanare i disonesti e ha utilizzato il Salsicciaio.

Avendo compreso, esso è divenuto uomo civile e stimato e con un rito magico ringiovanisce Popolo, che sposerà una fanciulla, Tregua, e insieme vivranno con intenti etici. Paflagone riprenderà il posto del Salsicciaio.

La metafora politica è declinata a tutti i livelli, comunali, regionali e nazionali. I lettori sceglieranno se lo desiderano applicarla ai protagonisti reali, attuali o del passato. Aristofane lo fece, Cleone è Paflagone, I due servi Demostene e Nicia. Aristofane scrive una satira feroce alla classe politica e la politica che esercita e lo motiva così: <<Insultare la gentaglia non è una colpa, ma un servizio alla gente onesta>>.

Aristofane è contemporaneo.

Vittorio Alfieri

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MarsalaLive