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Impennata di contagi da Coronavirus in Sicilia e salgono ancora i nuovi contagi in Italia (31mila)

In Sicilia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 984 nuovi positivi. In totale sono 13.564 gli attuali positivi (895 ricoverati in ospedale, 117 in terapia intensiva e 12.552 in isolamento domiciliare). Sono 13 le vittime...

Coronavirus in Sicilia: 984 nuovi positivi e 12 vittime

Impennata di contagi da Coronavirus in Sicilia dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 984 nuovi positivi su 7.293 tamponi eseguiti. In totale sono 13.564 gli attuali positivi di cui 895 ricoverati in ospedale, 117 in terapia intensiva e 12.552 in isolamento domiciliare. Sono 12 le vittime nelle ultime 24 ore per un totale di 484 da quando è iniziata la pandemia. Fino ad adesso in Sicilia sono state contagiate 20.806 persone.

Sono 58 i pazienti ricoverati oggi per Coronavirus. Il dato dei ricoveri comprende anche le terapie intensive che oggi vede un incremento di 2 pazienti. Il dato dei guariti è pari a 153 persone. Tredici i decessi.

Questo il report dei contagi nelle province: 53 Agrigento, 26 Caltanissetta, 269 Catania, 88 Enna, 71 Messina, 276 Palermo, 90 Ragusa, 48 Siracusa, 63 Trapani.

Coronavirus in Italia: salgono ancora i nuovi contagi, oltre 31 mila. 199 i morti. Iss-Ministero della Salute: indice Rt pari a 1,7

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: “Oggi non abbiamo buone notizie. Ieri i nuovi positivi erano 26.831, oggi 31.084. Sono 199 i morti. Tutti questi dati in qualche misura sono attesi. Non ci dobbiamo aspettare cambiamenti del trend dovuti a un impatto immediato delle misure, ci vorranno due o tre settimane. Per ora vediamo ancora la tendenza all’aumento del numero dei positivi”.

L’analisi della situazione epidemiologica in Italia per la pandemia da Covid-19. Interventi del presidente dell’Istituto Superiore di Sanita e del presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.

L’indice tra contagi e tamponi si attesta così al 14,4%, ha detto Rezza. Ieri c’erano stati 26.831 nuovi casi con 201.452 tamponi (13,3%), mercoledì 24.991 nuovi casi con 198.952 tamponi (12,56%), martedì: 21.994 nuovi casi con 174.398 tamponi (12,6%), lunedì 17.012 nuovi casi con 124.686 tamponi (13,6%).

Crescono i ricoveri ordinari, 1.030 in più (ieri erano 983), e sono ora 16.994, mentre le terapie intensive crescono di 95 unità (ieri 115), per un totale che sale a 1.746. Lieve calo dei decessi, 199 contro i 217 di ieri, per un totale di 38.321.

Nel periodo 08-21 ottobre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70. Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane, con valori superiori a 1,5.

In aumento i guariti, 4.285 contro i 3.878 di ieri, per un totale di 283.567, mentre il numero degli attualmente positivi si impenna (+26.595 contro i 22.734 di ieri), arrivando a sfiorare i 325.786 malati. Di questi, 307.046 sono in isolamento domiciliare, quasi 26mila più di ieri.

Sono 11 le regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARSCoV-2 e 4 regioni (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte) più la provincia di Bolzano sono nello scenario 4. Delle 11 regioni, 5 sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale ma il dato non è attendibile perché la sorveglianza è insufficiente al momento della valutazione. Altre 8 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese.

Quelle a rischio alto sono l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, la Valle d’Aosta e il Veneto.

“Cruciale il ruolo dei medici di medicina generale per garantire la gestione ottimale dei malati” Covid. “Sono al centro dei questo percorso assistenziale e a loro va il ringraziamento” Lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, alla conferenza stampa del venerdì sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia.

L’epidemia in Italia è in “rapido peggioramento” e ancora compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4. Si segnala che in alcune Regioni italiane la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Si conferma pertanto una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane”.

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