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Crisi di governo, atto secondo: “Meno male che Sergio c’è”

Le consultazioni sono state uno spettacolo allucinante: mattina con FDI, FI e PD, nel pomeriggio i partiti sostenitori del governo dimissionario, Lega e M5S. Che il governo Conte si sarebbe...

“Meno male che Silvio c’è”, è stato un leitmotiv canoro dell’ultimo quarto di secolo della politica italiana. Leitmotiv che torna utile in questi giorni, cambia il protagonista: “Meno male che Sergio c’è”. Chi sia è facilmente intuibile, è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarela.

Da ormai 15 giorni si è verificata una crisi di governo senza precedenti nella storia repubblicana. Si contano sulle dita di una mano le crisi aperte tra giugno e settembre, i governi che nacquero da queste crisi furono definiti “balneari”. Questa definizione di governo si aggiunge agli altri possibili per uscire dalla crisi, di scopo, istituzionale, di legislatura. Ieri, dopo le consultazioni che non hanno sortito effetto, si è parlato di governo di decantazione e ad invocarlo un tirannosauro della politica italiana, Clemente Mastella, il nuovo che avanza.

Le consultazioni sono state uno spettacolo allucinante: mattina con FDI, FI e PD, nel pomeriggio i partiti sostenitori del governo dimissionario, Lega e M5S. Che il governo Conte si sarebbe dimesso era saputo quanto meno dai vertici del M5S, i 14 giorni successivi non dovevano servire a costruire una bozza di accordo dell’unica maggioranza ipotizzabile con i numeri parlamentari, ossia M5S-PD resa solida con LEU e le autonomie? E invece nulla.

Il volto del presidente della Repubblica che comunicava dell’esito delle consultazioni, manifestava tutto il disappunto. Il presidente della Repubblica concede tempo fino a martedì prossimo, dopo ci saranno nuove consultazioni al termine delle quali, se non ci sarà una nuova maggioranza, ci saranno nuove elezioni.

In considerazione degli impegni che attendono la nazione, sabato 24 agosto il G7, il 26 agosto ultimo giorno per indicare il nominativo della persona per la commissione europea,l’assemblea generale dell’ONU il 17 settembre, sarebbe stato importante una maggiore celerità.

Sovviene l’aforisma di Ennio Flaiano “La situazione è grave, ma non è seria” e riguarda la classe politica e “meno male che Sergio c’è”, per i cittadini.

Vittorio Alfieri

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