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Sicilia, isola in un mare di desolazione

"Non è l'Arena" su La 7 - Cara Sicilia, si è persa un'ulteriore opportunità. Ieri sera non è stata l'unica, anche il calcio ha smarrito una "chance". Lo spettacolo "deprimente", continui...

La Sicilia ha perso un’altra occasione. Fin qui nulla di nuovo si penserà. Ieri sera, mentre in quel di Milano stadio Giuseppe Meazza andava in scena il derby d’italia Inter-Juve, per scoprire ai non addetti ai lavori che il minuto di raccoglimento prima dell’inizio dell’incontro era per il presidente del Sassuolo calcio e patron dello stesso, nonché della Maipei Giorgio Squinzi, accompagnata dalla stucchevole liturgia dei calciatori abbracciati nel cerchio di centrocampo, probabilmente in ragione dell’odio calcistico tra le tifoserie, ai calciatori, allenatori, staff medici, staff tecnici, sia ben chiaro non interessa nulla nulla, delle rivalità tra squadre, il tempo delle bandiere calcistiche semmai sia esistito è terminato con Totonno Iuliano ex giocatore del Napoli, si raccontava della liturgia, che ha evitato quantomeno che i calciatori si abbracciassero l’un l’altro con alternanza geometrica.

Un/a telespettatore d’oltralpe avrà pensato che il minuto di raccoglimento fosse per i due poliziotti di Trieste, no cari telespettatori <<but, show must go on>>.

L’inizio si narrava di un’occasione persa dalla Sicilia. Su La7 andava in scena a “Non è l’Arena”, talk show condotto da Massimo Giletti. Gli ospiti di un segmento del programma sono stati Crocetta ex governatore siciliano, Figuccia ex assessore in quota UDC della giunta Musumeci, Salvatore Ombra neo presidente Airgest aeroporto di Trapani, Brambilla noto imprenditore brianzolo (con tal cognome non potrebbe essere altrimenti, si ironizza), con un’intervista il presidente dell’ARS Miccichè, il quale non accoglie gli inviti del Giletti non reputandolo corretto, la “pasionaria” campana berlusconiana Nunzia De Girolamo ex deputata, ora ospite fisso e il giornalista Buttafuoco Il Brambilla in alcune circostanze spalleggiato da Giletti, era contro tutti nel denunciare gli sprechi siciliani, gli altri cinque hanno farfugliato le giustificazioni più ovvie, una su tutte, essi sono endemici al sistema politico e imprenditoriale della Trinacria. Che dire, Chapeau.

Ma il non plus ultra lo si è raggiunto quando il “Maia Polt” brianzolo ha giustificato l’ex Presidente della Lombardia Roberto Formigoni, ora detenuto domiciliariamente per scontare la pena residuale dei 5 anni e 10 mesi, comminatagli per corruzione nell’ambito della vicenda giudiziaria relativa fondazione Maugeri.

Testuali parole <<rubava, ma ha realizzato una sanità che c’invidia il mondo intero>>, quella lombarda. La qualità, già eccellente, della sanità longobarda sarebbe ulteriormente migliore con i 6,6 milioni di euro sottratti. Crocetta, Figuccia, Ombra, Buttafuoco, replicano con passione e amore del “Triscele”. Come? Con il silenzio.

Adesso, nella giurisprudenza amministrativa e nell’accezione culturale, il silenzio è assenso.

Cara Sicilia, si è persa un’ulteriore opportunità. Ieri sera non è stata l’unica, anche il calcio ha smarrito una “chance”. Lo spettacolo “deprimente”, continui…

Vittorio Alfieri

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"Non è l'Arena" su La 7 - Cara Sicilia, si è persa un'ulteriore opportunità. Ieri sera non è stata l'unica, anche il calcio ha smarrito una "chance". Lo spettacolo "deprimente", continui...
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