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Consiglio comunale di Marsala: ciak si gira, parte seconda

Un'altra puntata della tragicommedia riguardante il Consiglio comunale. Lo spettacolo doveva andare in scena il giorno 15 c.m., ma non è stato possibile perché mancava il numero...

Marsala – Ieri è andata in scena un’altra puntata della tragicommedia riguardante il consiglio comunale di Marsala. Lo spettacolo doveva andare in scena (Sala delle lapidi), il giorno 15 c.m.,ma non è stato possibile perché mancava il numero legale degli attori (16), così Sturiano, alias Re Claudio di Danimarca, alias Palazzo VII Aprile, dovette rinviare la rappresentazione il 16 c.m., suo malgrado.

L’esibizione va in scena con l’immancabile ritardo di sessanta primi: le 17.30 anziché le 16.30, come contemplatato dal cartellone (convocazione di prosecuzione). Inizia sol perché il regolamento prevede che gli attori in scena siano quantomeno dodici anziché i canonici sedici, Re Claudio comunica la presenza di quattordici quando si apre il sipario.

Inizia il varietà, la scena l’occupa, quasi da subito, Arcarà, criticando il comunicato di cinque consiglieri, Licari L. Alagna, Meo, Ferreri, M. Rodriquez, che la indicherebbe destinaria di accuse di maschilismo, il tutti contro tutti parte. Licari è la Marmee di piccole donne, spiega che il comunicato non è indirizzato all’Arcara’, ma stigmatizza una “forma mentis” riscontrata anche nelle istituzioni. Poi la Meo, che incarna la Beth sempre di piccole donne, sostiene che la seduta in corso è più assurda di quella precedente. Si, Beth, si assiste ad un opera del teatro dell’assurdo, Harold Pinter ne avrebbe scritto un capolavoro.

Replica Arcara’ motivando che il suo intervento nel precedente consiglio comunale, era solo rivolto a calmare la Meo viste le sue condizioni di dolce attesa e che si è voluto creare un caso per mero “sciacallaggio politico”. È il turno della Genna, che personifica Kay Casparotta di “postmortem” uscito dalla penna di Patricia Cornwell. Chiede, alla luce dell’accaduto, interessata anche la presidente della commissione pari opportunità, le sue dimissioni.

Perché resta un mistero, si auspica che, successivamente, venga risolto dai protagonisti di “Cold Case”. No, non lo è, anch’essa avrebbe “cavalcato” la circostanza. Interviene la Ingrassia che, in ragione della sua posizione nella consiliatura attuale, non può che essere Gertrude, moglie di Re Claudio, asserendo un “non ci sto, non ci sto”, e torna immediatamente alla mente il “non ci sto” dell’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, alla linea di demarcazione tra “buoni” e “cattivi” nata in seno al consesso, e che per quanto le riguarda il caso era chiuso già nella seduta passata.

Solo l’intervento” energico ” di Re Claudio riporta la calma “apparente” nell’assise. Si passa a discutere degli altri punti dell’Odg. In tutto sono stati impiegati 58 minuti dei 183 dell’adunanza. Eh si, dalla tragicommedia si è passati al teatro dell’assurdo. Il racconto di un segmento del consiglio comunale di ieri non vuole urtare la sensibilità umana e politica di nessuno, è ironico solo ironico, e tale resta.

Vittorio Alfieri

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Un'altra puntata della tragicommedia riguardante il Consiglio comunale. Lo spettacolo doveva andare in scena il giorno 15 c.m., ma non è stato possibile perché mancava il numero...
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