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Trent’anni fa cadeva il muro della vergogna

L'esposizione potrebbe continuare abbondantemente. Il trentennale deve ricordarci che i muri non proteggono dai totilarismi, ma siamo noi genere umano a costruirli, materiali...

Nella migliore delle ipotesi siamo in ritardo di 3 decenni. Era il 9 novembre 1989, gli abitanti di Berlino est che divideva la DDR, repubblica democratica tedesca, dalla repubblica federale di Germania, RFG, avviarono la demolizione del muro che li separava dall’ovest del mondo. La divisione nacque in seguito agli accordi della coalizione vincente della 2^ Guerra mondiale: Stati Uniti, URSS, Inghilterra e Francia, dopo aver sconfitto il terzo Reich della Germania nazista, ripartirono Berlino.

La costruzione del muro, che ebbe inizio il 13 agosto 1961( in principio era solo filo spinato, alla fine 155 km di cemento), sancì la nascita di un altro totilarismo, il comunismo di Joseph Stalin. Di Stalin e successori, Chrusciov e Breznev. I due sconfitti del secondo conflitto, nazismo e fascismo, procurarono il primo il 1.157.500 il secondo 35 milioni di vittime nella guerra 1939-45, inclusi i deportati.

Il libro nero sul comunismo curato dallo storico Stephane Cortouis, con la collaborazione di ricercatori del Centro Nazionale Ricerca Scientifica Francese, con la raccolta di saggi conta in 20 milioni nella URSS dei 95 milioni le vittime degli stati con un regime comunista nel mondo, di cui 65 solamente nella repubblica popolare cinese.

Nel 1945 si assistè alla nascita della cortina di ferro che finì di esistere alla caduta del muro di Berlino, appunto il 9 novembre 1989. La cortina era immaginaria, una locuzione intesa a separare l’Europa orientale dalla Europa occidentale. È da tempo che si assiste alla miserevole disputa di quale totilarismo sia stato il più cruento, ebbene tutti, lo sono stati anche quelli di Pinochet in Cile, solo 3508 morti accertati, Videla in Argentina solo 30.000 morti, Hoxha in Albania solo 6027.

L’esposizione potrebbe continuare abbondantemente. Il trentennale deve ricordarci che i muri non proteggono dai totilarismi, ma siamo noi genere umano a costruirli, materiali e non, e le conseguenze le ricordano il numero dei morti. Basta muri di ogni natura.

Vittorio Alfieri

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