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La Sdraio della Giusi: “Sardine a catinelle”

"Forse questa vittoria sarebbe arrivata senza le Sardine o forse no, non lo sapremo mai. Una cosa però è certa: le Sardine ci sono state, sono scese in piazza, si sono contate, hanno nuotato..."

Apro la mia sdraio dopo settimane di inattività, spinta non più dall’indignazione per qualche fatto di cronaca particolarmente indisponente, bensì per una grossa soddisfazione: la vittoria del centro sinistra in Emilia-Romagna domenica 26 gennaio.

La regione rossa per eccellenza che negli ultimi anni, anche a causa di una sinistra un po’ annacquata, si è trasformata in un rosa confetto, ha corso il rischio, per il sovranismo e il populismo divampanti, di trasformarsi in una regione LEGAta a destra, di un verde “sole delle alpi” cangiante in un azzurro poco convincente.

Rischio sventato!

Il merito va attributo equamente ad un ex presidente di regione che ha ben governato, ad una sinistra più unita, ma soprattutto alle Sardine. Nel giro di poche settimane il movimento ittico ha riempito le piazze e i cuori di tanti italiani che si sono sentiti meno soli e più desiderosi di dire la loro: “no alla violenza verbale, no alle provocazioni e all’incitamento all’odio, no al fascismo, no all’intolleranza”.

Le critiche sono piovute, come sempre, perché gli italiani primeggiano nello sport della critica. Quella più stupefacente è stata: “Sardine! A cosa serve scendere in piazza!?!? Ma se proprio volete farlo, protestate per qualcosa di più utile”. Le uniche risposte possibili sono: chi decide che non serve scendere in piazza? Visto che sono le sardine a lasciare il caldo delle loro case per prendersi un po’ di freddo, lasciamo loro anche decidere per quale motivo farlo, o no?!

Gran parte della colpa della sconfitta va attribuito al Capitan Fracassa, ex felpina, ex frequentatore del Papeete, ex ministro dell’InFerno, suonatore di citofoni, il quale era talmente sicuro di vincere che ha pensato bene di puntare su un pessimo cavallo per attribuirsi tutto il merito di una vittoria che sentiva in tasca.

L’avversario di Bonaccini, infatti, è di una levatura politica molto vicina al nulla assoluto. La senatrice Borgonzoni, per la quale, neanche il padre ha dichiarato di votare, verrà ricordata per qualche episodio poco edificante di cui ha castellato la sua carriera politica.

Durante il governo giallo-verde, dopo essere stata nominata sottosegretaria del Ministero dei beni e le attività culturali, candidamente ha dichiarato: “E’ da tre anni che non leggo un libro!”. Complimenti alla senatrice! Una simile presentazione si potrebbe giustificare se la Borgonzoni fosse stata scelta come Miss tortellino emiliano o Miss riviera romagnola, ma data la chiara valenza culturale della carica istituzionale che avrebbe occupato, sarebbe stato opportuno evitare una simile dichiarazioni di ignoranza.

Si ricorda anche un intervento della Borgonzoni nell’aula del senato, quando sbottonandosi la giacca e mostrando orgogliosamente la tshirt con la scritta “Parlateci Di Bibbiano” rivolta ai seggi del PD, si è sostituita alla magistratura condannando l’amministrazione dei Dem della città emiliana. Per inciso, i cittadini di Bibbiano non hanno gradito la difesa non richiesta da parte della senatrice e hanno votato nelle elezioni regionali il PD che ha incassato un buon 40% di consensi: niente male per il partito che era stato messo alla gogna!

Infine, non si può tralasciare un’ultima chicca: dopo essere stata scelta come candidata del centro destra alle elezioni per l’Emilia Romagna, la senatrice leghista ha dichiarato che la regione che intendeva guidare confina con il Trentino Alto Adige, dimostrando non solo di non aver letto un libro da tre anni ma neanche di avere aperti quelli di geografia della scuola primaria.

Forse questa vittoria sarebbe arrivata senza le Sardine o forse no, non lo sapremo mai. Una cosa però è certa: le Sardine ci sono state, sono scese in piazza, si sono contate, hanno nuotato da nord a sud, da est ed ovest della penisola ed essere una di loro è stato e continua ad essere meraviglioso!

Per dirla col poeta “E il naufragar m’è dolce in questo mare…di sardine”

GIUSI PALADINO

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"Forse questa vittoria sarebbe arrivata senza le Sardine o forse no, non lo sapremo mai. Una cosa però è certa: le Sardine ci sono state, sono scese in piazza, si sono contate, hanno nuotato..."
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