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Compagno di università strangola la fidanzata e chiama i Carabinieri

"Amo ogni secondo e ogni anno vissuto insieme a te - scriveva a capodanno postando una foto col suo compagno - Buon 2020". Grande dolore dei compagni di Ateneo. Il compagno ha confessato il delitto...

Una donna è stata strangolata in casa dal fidanzato con cui conviveva a Furci Siculo (Messina). A chiamare i Carabinieri sarebbe stato lo stesso assassino. L’inchiesta è coordinata dalla procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia. La vittima si chiamava Lorena Quaranta, originaria di Favara (Agrigento) ed era iscritta alla facoltà di Medicina a Messina.

Il compagno, anche lui studente di Medicina, che ha confessato il delitto, avvenuto al culmine di una lite violenta, è Antonio De Pace, calabrese di Vibo Valentia. Prima di chiamare i Carabinieri avrebbe cercato di suicidarsi tagliandosi le vene, ma l’arrivo dei militari gli ha salvato la vita. Gli inquirenti lo stanno interrogando.

“Amo ogni secondo e ogni anno vissuto insieme a te – scriveva a capodanno postando una foto col suo compagno – Buon 2020”. Grande dolore dei compagni di Ateneo.

Il sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilia: “Siamo sconvolti, la nostra comunità lo era già dal coronavirus e questa mattina ha avuto quest’altra tragedia. A quanto pare lui ha strangolato lei, poi ha tentato di suicidarsi e non c’è riuscito quindi ha contattato i carabinieri. Sono sul posto e confido nell’ottimo lavoro che stanno svolgendo l’Arma dei carabinieri e la magistratura. Certamente vanno accertati i fatti. La nostra comunità si stringe attorno alla famiglia della vittima e chiaramente condanna nella maniera più assoluta, forte e ferma questo gravissimo gesto. I due non sono residenti a Furci Siculo, stavano in un appartamento, a quanto pare studiavano Medicina a Messina, non sono persone che frequentavano Furci, lui è calabrese e lei della provincia di Agrigento. Siamo in prima linea contro la violenza sulle donne, a Furci abbiamo un centro di ascolto antiviolenza da 10 anni e bisogna capire cosa è successo. Certo confidiamo nel lavoro degli investigatori fermo restando che qualsiasi gesto di violenza va condannato e chi sbaglia deve pagare”.

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MarsalaLive