Sicilia devastata dagli incendi, caccia ai piromani: “Per ricostruire i boschi ci vorranno 15 anni”

A San Vito Lo Capo, nella Riserva naturale dello Zingaro (già incenerita dalle fiamme nel 2012), un’area incastonata tra mare e collina, dove dal disastro non si è salvata neanche l’unica caletta...

“Da Altofonte allo Zingaro, da Termini Imerese a Selinunte la Sicilia brucia per colpa di piromani criminali, non solo per colpa del clima. Sono pazzi che distruggono il nostro patrimonio più importante mettendo a rischio la vita dei cittadini e di chi combatte gli incendi”. Queste le parole del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al termine di una giornata difficile per tutta la Sicilia occidentale.

In queste ore infatti gli incendi hanno distrutto Altofonte, la Riserva dello Zingaro e San Vito Lo Capo nel Trapanese, e il Parco archeologico Himera, sempre nel Palermitano.

“Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. E’ quanto stima la Coldiretti. “Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo, a preoccupare – sottolinea l’associazione – è proprio l’azione dei piromani, visto che il 60% degli incendi si stima sia causato volontariamente”.

“Occorrono pene severissime, occorre un fermo rigetto sociale – denuncia Orlando – Dall’Amministrazione del Comune di Palermo la massima solidarietà a tutti i cittadini e ai sindaci dei paesi colpiti e un grazie di cuore Vigili del Fuoco, alla Forestale e a tutti coloro che sono impegnati in queste ore contro i roghi”. Ma è un attacco unanime ai piromani. “Esprimo solidarietà alla comunità di Altofonte colpiti dagli sciagurati incendi di questa notte ad opera di piromani, che stanno creando danni ancora non quantificabili e notevoli disagi agli abitanti di quella zona ma anche al futuro delle nostre comunità». Lo ha detto l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, a margine di un incontro con l’Azione Cattolica diocesana sul tema «Il pianeta che speriamo: Ambiente, lavoro, futuro”.

“Non basta più spegnere gli incendi, occorre un’azione di prevenzione, bloccando sul nascere l’azione dei piromani, anche con ronde di pattugliamento e un’attività di intelligence messa in campo dall’autorità giudiziaria attraverso le forze dell’ordine». A dirlo è Salvo Cocina, direttore del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana attraverso un post pubblicato sui social, a proposito della lotta «al fenomeno di piromani e incendiari» e dopo che la Sicilia – da Altofonte, a San Vito Lo Capo, da Piana degli Albanesi alla Riserva dello Zingaro – è stata «ferita» da fiamme devastanti, alimentate da alte temperature e dal vento di scirocco ma, anche, da atti dolosi. «Come sempre si tratta di incendi appiccati di proposito da sconosciuti, che – sottolinea Cocina – hanno fatto leva sulle condizioni meteo di questi due giorni, caratterizzate da forte vento di scirocco e temperature elevate”.

Il lavoro di Canadair, elicotteri, forestale, volontari è stato incessante, mentre su alcune zone di Palermo cadeva la cenere e dalla parte orientale dell’isola arrivavano notizie di altri roghi: a San Vito Lo Capo, nel Trapanese; nella Riserva naturale dello Zingaro, già incenerita dalle fiamme nel 2012. Un’area incastonata tra mare e collina, dove dal disastro non si è salvata neanche l’unica caletta inizialmente sfuggita al rogo, la «Tonnarella dell’Uzzo».

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MarsalaLive