Willy, Maria Paola, Gioele, Evan… L’indifferenza uccide

"Perché siano accadute queste morti è un interrogativo che affligge la società. La società, noi, fa bene a porsi l'interrogativo, la risposta potrebbe essere più semplice di quanto si pensi..."

Perché? Willy, Maria Paola, Gioele, Evan. Un ragazzo, una ragazza e due piccole anime.

Tutti uccisi, Willy 22 anni a Colleferro-Roma- dal branco, il ragazzo era intervenuto in difesa di un conoscente, morto per salvare un altro ragazzo, l’autopsia racconta di una violenza inaudita, sul cuore riscontrata una spaccatura di 7 centimetri, allucinante.

Maria Paola, 18 anni, a Caivano-Napoli- uccisa dal fratello nell’inseguimento della moto su cui viaggiava insieme al fidanzato dalla quale voleva dei chiarimenti sulla sua relazione che osteggiava, essendo Ciro il fidanzato transessuale e dopo averli speronati, con la sorella sul selciato morta sull’istante, ha pensato bene di picchiare Ciro.

Gioele 4 anni deceduto in viaggio con la mamma a Caronia-Messina-, da accertare le cause, la madre, anch’essa morta, a detta dei familiari soffriva di bipolarismo.

Evan 21 mesi morto per maltrattamenti a Modica-Siracusa-, viveva a Rosolini con la mamma e il compagno, il papà che lavora in Liguria aveva presentato un esposto per maltrattamenti nel luglio scorso, la vicenda fu stata data in carico ai servizi sociali del comune siciliano.

Perché siano accadute queste morti è un interrogativo che affligge la società. La società, noi, fa bene a porsi l’interrogativo, la risposta potrebbe essere più semplice di quanto si pensi. Al netto delle responsabilità delle istituzioni, che ci sono e che nel caso di Evan gridano vendetta. Tutti sapevano, magistratura, forze dell’ordine, servizi sociali. Ma si sa, le istituzioni citate agiscono in possesso di prove. Sicuramente le stavano raccogliendo.

Ma noi che viviamo sullo stesso pianerottolo, non abbiamo mai sentito le grida di Evan, mai visto i lividi? A Colleferro, mai testimoni della violenza del branco? A Caivano, mai assistito alle liti tra fratello, sorella e fidanzato?

Per Gioele era già più difficile, se la mamma non fosse in grado di accudire il figlio per le difficoltà che viveva, la famiglia doveva prendere una decisione forte, dilaniante, investire l’autorità e denunciare i problemi materni nel crescere Gioele e chiedere un allontanamento temporaneo del bambino nel frattempo che la mamma si sottoponesse ad un trattamento psicoterapico.

Ma è comprensibile sarebbe stata un azione molto vigorosa, divisiva. Perché? Per indifferenza.

Vittorio Alfieri

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