Coronavirus, il virologo Crisanti: “Lockdown a Natale? Credo sia nell’ordine delle cose”

Il virologo mette in guardia sui rischi della nuova fase dell'epidemia: "Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno"

‘Un lockdown a Natale è nell’ordine delle cose’: ne è convinto il il virologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che mette in guardia sui rischi della nuova fase dell’epidemia di Covid.

“Via via che i casi sono aumentati, – ha detto ospite di Studio24 (RaiNews24) – la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus”.

“Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno”, dice Crisanti.

A suo giudizio, infatti, con un lockdown a Natale “si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus, e aumentare il contact tracing”.

Il professore ha citato la Gran Bretagna che ha deciso di fare il lockdown durante le vacanze scolastiche.

15 GIORNI PER INVERTIRE LA TENDENZA – “La pressione negli ospedali sta salendo rapidamente e bisogna stare molto attenti. La situazione a Milano è critica. Abbiamo pochissimo tempo per intervenire e invertire la tendenza”: Massimo Galli, responsabile Malattie infettive dell’ospedale Sacco, parla con preoccupazione dell’aumento dei contagi da Covid a Fanpage.it.

“Io – aggiunge – valuto che ci rimangano quindici giorni per mettere in campo misure utili per invertire la tendenza di forte aumento dei contagi. Non mi chieda come e cosa, ma va fatto subito”. Secondo il professore, “va valutata la ripresa dello smart working diffuso e l’ipotesi di riprendere la didattica a distanza almeno per le classi delle scuole superiori, alternando lezioni in presenza e da casa”. Certo ora “a situazione a Milano “è preoccupante. Bisogna fare grande attenzione alla situazione dell’area metropolitana” . E questo perché “Nei mesi scorsi molti milanesi hanno viaggiato, alcuni si sono infettati e il virus ora sta circolando nel capoluogo. Ripeto: bisogna stare molto attenti e agire in fretta”.

In Lombardia sono 150 i posti letto in terapia intensiva previsti nei vari hub destinati a ricevere i malati di Covid. Se si dovessero riempire tutti,”il progetto della Regione è di riaprire l’ospedale della Fiera di Milano”. A precisarlo all’ANSA è Antonio Pesenti, coordinatore dell’Unita’ di crisi della Regione per le terapie intensive. Fino a ieri erano 63 i pazienti in terapia intensiva. Al momento sono attivi 10 hub in Lombardia con reparti Covid, ma se ne potranno attivare progressivamente altri 7-8.

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MarsalaLive