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In Sicilia bar fino alle 20 e ristoranti fino alle 22? Musumeci choc: “Hanno deciso, sarà lockdown”

Covid-19, la Regione prepara il decreto per le deroghe sul bar e ristoranti. Musumeci alza i toni: “Fuori da ogni ipocrisia: sappiamo tutti che prima o poi arriveremo alla chiusura totale. Il peggio arriverà, ma perché..."

Il governatore lancia la proposta di un ddl per le deroghe sul bar e ristoranti. Pd e M5s: “Sta scegliendo la strada della propaganda”. Iv si smarca, Odg dei renziani contro il Dpcm di Conte.

Seduta dell’Assemblea regionale siciliana con l’intervento del presidente della Regione, Nello Musumeci, sulle misure di contrasto al coronavirus: il governatore ha annunciato l’intenzione di varare un ddl con cui potere esercitare la potestà legislativa su alcuni settori come beni culturali e turismo: l’obiettivo è la riapertura di bar, ristoranti, cinema e teatri le cui attività sono state limitate dal Dpcm. Sul finale di seduta è scontro tra il governatore e l’opposizione.

  • Finisce con uno scontro tra Musumeci e le opposizioni in Aula. Il governatore grida: “Lasciateci lavorare e smettetela di fare terrorismo, il momento non lo consente”. Da Sala d’Ercole si sentono le urla dell’opposizione. Stoccata anche a Cracolici: “Lei il 12 marzo diceva che non bisognava impedire il diritto di movimento…”.
  • Musumeci alza i toni: “Fuori da ogni ipocrisia: sappiamo tutti che prima o poi arriveremo alla chiusura totale. Ho già detto che ‘il peggio arriverà’, ma perché farlo arrivare prima? Perché impedire a una famiglia di andare al cinema o a un ristorante di chiudere dopo? Fra qualche tempo temo che chiuderemo tutti e Roma ormai non fa molto per nascondere questa triste prospettiva”.
  • Inizia la controreplica di Musumeci: “Sul ddl deciderà il Parlamento. Noi siamo mossi solo dal desiderio di vedere ripristinate le prerogative della Regione Siciliana. Nessuna voglia di negare la gravità del momento”.

In Sicilia – ha detto ancora Musumeci – se uno entra al ristorante alle 19.30 gli fanno il Tso. Noi chiedevamo di adattare le norme alle abitudini della nostra terra“.

Un disegno di legge con misure ad hoc per la Regione siciliana che richiami i Dpcm nazionali ma che adotti misure meno restrittive. Lo esiterà la Giunta questa sera. Lo ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, intervendo all’Assemblea regionale siciliana sulla situazione epidemiologica dell’Isola.

“Questa sera il governo regionale si riunirà per adottare un disegno di legge che richiami nella forma e nella sostanza la legge già approvata dal governo centrale – ha spiegato Musumeci -, se lo ha fatto Bolzano non capisco perché non farlo per la Sicilia. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del parlamento”.

L’intervento sarà “su alcune materie, non su tutte. Penso ai bbcc e alcune attività legate al turismo”. “Il Dpcm – ha aggiunto Musumeci – è stato molto restrittivo e noi abbiamo evidenziato come alcune norme di quel provvedimento, come in particolare la chiusura degli esercizi commerciali alle 18 costituisse un serio problema per alcune regioni, cioè per quelle dove il dato epidemiologico non presenta una condizione di grave emergenza e dove il tessuto imprenditoriale ancora può organizzarsi nel rispetto delle linee guide della conferenza stato regioni”.

“La situazione dell’epidemia in Sicilia segnala una crescita costante dei contagi. La Sicilia ha comunque rafforzato il proprio sistema sanitario con oltre tremila nuovi operatori e abbiamo creato supporti territoriali con Usca che sono un presidio indispensabile per alleggerire la tensione ospedaliera – ha detto Musumeci -. Siamo tra le regioni italiane che si sono dotate per prime di tamponi e test sierologici che si muovono in linea di coerenza rispetto a un quadro nazionale ma con una minore incidenza tra contagiati e popolazione. L’andamento epidemiologico è il faro di riferimento delle scelte politiche”, ha proseguito. “Abbiamo esaminato 460mila casi singoli con test molecolari, e oltre 250mila con i test sierologici e abbiamo fatto partire una fitta campagna nella popolazione scolastica”, ha aggiunto Musumeci che ha sottolineato la “differenza tra la prima fase dell’emergenza sanitaria e questa che stiamo vivendo adesso. Questa esperienza è iniziata senza che fossero noti i protocolli medici, mancavano tamponi e dispositivi di sicurezza, non c’era accesso a test diagnostici rapidi. Oggi il contesto è diverso”.

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MarsalaLive