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Dpcm, Covid e ristorazione: “Fiduciosi di un aiuto concreto dallo Stato viste le tante difficoltà”

Roberto Giacalone (CIFA): “I nostri associati vivono ogni giorno con la paura che nelle loro attività possa scoppiare un caso di contagio per poter mettere così fine alla loro attività, vivono la paura di non arrivare...”

La Confederazione Italiana delle Federazioni Autonome (CIFA) è in prima linea al fianco delle imprese e dei lavoratori dei diversi comparti fortemente preoccupati a seguito dell’emanazione da parte del Governo centrale del recente DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Fra i settori maggiormente colpiti vi è quello della ristorazione costretto dal nuovo Dpcm al blocco delle attività ricettive a partire dalle ore 18. Sulla questione interviene così Roberto Giacalone, Responsabile provinciale CIFA per lo sviluppo della Filiera Ittico-Alimentare:

“Mi duole dover confermare –dichiara Roberto Giacalone- come ancora una volta un DPCM di tale importanza possa mettere in serie difficoltà un categoria produttiva che muove circa il 12 % del PIL italiano e che ancora una volta questo accanimento sia rivolto alla categoria della ristorazione e ad essa collegata. Ricordiamo infatti che nel precedente DPCM erano state indotte quelle misure per poter garantire a bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie il normale svolgimento delle attività. Ricorda che queste attività hanno adottato le misure relative alla riduzione dei posti a sedere, al mantenimento della distanza di sicurezza, alla creazione di varie postazioni di igienizzazione. Con la chiusura parziale di tali attività di fatto il Governo considera queste attività luoghi di possibile contagio da Covid-19. Quella della ristorazione è di fatto –sottolinea Giacalone- una delle categorie prese di mira dai tecnici del Governo i quali secondo il mio modesto parere non sanno bene cosa significa entrare in un ristorante ove vengano applicate tali misure di sicurezza. I nostri associati vivono ogni giorno con la paura che nelle loro attività possa scoppiare un caso di contagio per poter mettere così fine alla loro attività, vivono la paura di non arrivare a fine mese, di non poter far fronte a quelle che sono le spese gestionali di una attività. Nonostante tutto gli stessi associati hanno deciso di non chiudere e di farsi forza reciprocamente e andare avanti, ma non sappiamo per quanto tempo ancora, fiduciosi di un aiuto concreto da parte dello stato”.

Roberto Giacalone insieme al Segretario Provinciale CIFA, Gaspare Ingargiola, invitano le imprese a rispettare le regole indicate dal Governo e al tempo stesso ad associarsi alla proposta della Confederazione nazionale, vedi quanto dichiarato nei giorni scorsi dal Presidente Andrea Cafà, circa l’emanazione di nuovi adempimenti che tengano conto dell’attuale crisi del comparto ittico-alimentare acuita dalle nuove restrizioni anti Covid. “La Confederazione CIFA -dichiara Gaspare Ingargiola- ribadisce che non è bastevole l’allungamento del periodo di ‘cassa Covid’ ma sono necessarie le sospensioni delle imposizioni fiscali contributive e previdenziali a partire dal mese di ottobre, ragion per cui nessuna scadenza devi essere più dettata dal Governo in ordine all’agenda delle scadenze fiscali. Chiediamo dunque strumenti –conclude il Segretario di CIFA Trapani- rapidi immediati e quindi ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti e per le famiglie e sospensione della imposizione fiscale e previdenziale a partire dal mese di settembre”.

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MarsalaLive