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Coronavirus, situazione preoccupante: in Italia 28.244 nuovi casi, 353 decessi. Anche in Sicilia…

In Sicilia 1048 casi e 14 vittime. Stabile l'aumento di ricoveri e terapie intensive. In Italia i ricoveri in terapia intensiva nelle ultime 24 ore sono stati 203, contro gli 83 di ieri. I controlli della polizia...

Coronavirus in Sicilia: 1048 casi e 14 vittime in un giorno. Stabile l’aumento di ricoveri e terapie intensive

Sono 1048 i casi di coronavirus in Sicilia in 24 ore: per la terza volta di fila l’Isola supera dunque quota mille. Quattordici le vittime in un giorno, per un totale di 550. Otto pazienti più di ieri, in terapia intensiva (150 in totale) e 47 in regime ordinario, per un totale di 55 nuovi ricoveri (1222 in totale). Impennata invece di guariti, con 292 dimessi nelle ultime 24 ore (7569 in totale). I nuovi positivi sono così distribuiti per province: Palermo 258, Catania 299, Messina 80, Ragusa 83, Trapani 133, Siracusa 71, Agrigento 21, Caltanissetta 96, Enna 7.

Coronavirus in Italia: 28.244 nuovi casi e 353 decessi. I ricoveri in terapia intensiva 203, contro gli 83 di ieri

I nuovi contagiati da Coronavirus individuati in Italia sono 28.244 (ieri 22.253), secondo il sito della Protezione civile. Sono 182.287 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, 16.285.936 in totale. Le vittime sono state 353 in 24 ore (ieri 233), mai così tante dal 6 maggio, subito dopo la fine del lockdown. I ricoveri in terapia intensiva nelle ultime 24 ore sono stati 203, contro gli 83 di ieri, per un totale che sale a 2.225. In crescita anche i ricoveri ordinari, +1.274 (ieri +938), 21.114 in tutto.

In totale i contagiati da inizio pandemia sono 759.829 e le vittime 39.412. Sempre nelle ultime 24 ore i pazienti guariti/dimessi sono stati 6.258. Gli attualmente positivi superano i 400 mila e sono ora 418.142 (+21.630 rispetto a ieri). Sono in totale 302.275 i guariti in Italia (+6.258 da ieri), mentre gli attualmente positivi sono 418.142 (+21.630). Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le Regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi sono la Lombardia (6.804), il Piemonte (3.169), la Campania (2.971), la Toscana (2.336), il Veneto (2.298), il Lazio (2.209) ed l’Emilia Romagna (1.912).

I controlli della polizia – Sono quasi 79mila i controlli svolti nella giornata di ieri dalle forze di polizia sul rispetto delle misure anti-covid. Secondo i dati del Viminale sono state sottoposte a verifica 68.486 persone, di cui 440 sono state sanzionate e undici positivi sono stati denunciati per violazione della quarantena. Sono invece 10.413 le attività commerciali controllate, 47 i titolari sanzionati e 12 i negozi chiusi.

Covid: segni di rallentamento, ma la curva è lontana dal frenare. Sestili: “Una settimana per avere la risposta”

La curva epidemica continua decisamente a salire e a seguire il suo andamento esponenziale, anche se “si vede un rallentamento rispetto alle settimane precedenti”, osserva il fisico Giorgio Sestili, fondatore e curatore della pagina Facebook “Coronavirus – Dati e analisi scientifiche”. “Per tre settimane i casi sono raddoppiati, ma adesso si sta osservando un incremento del 65%”. Se paragonassimo la pandemia a un treno in corsa, potremmo dire che “c’è stata una decelerazione”, osserva il fisico. “Il tempo di raddoppio si è alzato, ma non è ancora chiaro di quanto: si vedrà dai dati di questa settimana”, ha aggiunto. “Siamo sempre di fronte a una crescita esponenziale, e pure veloce. Abbiamo semplicemente alzato di poco il piede dall’acceleratore ma siamo ben lontani dal frenare”. Il punto è capire le cause del rallentamento: un tema che in questi giorni sta facendo discutere chi studia i numeri dell’epidemia. Due le ipotesi. La prima è ottimistica, spiega Sestili, ed è portata a interpretare la decelerazione come un effetto delle misure contenute nell’ultimo Dpcm; alcuni ritengono inoltre che il peggioramento della situazione abbia reso le persone più attente ad adottare le misure di precauzione. “Se le cose stanno davvero così ce ne renderemo conto alla fine di questa settimana, se vedremo rallentare anche il numero dei deceduti”, ha detto l’esperto riferendosi al fatto che la curva dei decessi segue quella dei positivi a distanza di una settimana”. Attualmente si registrano due decessi ogni 80 casi positivi con un rapporto che è costante da sette settimane, calcolato nell’1,25%. “Se c’è effettivamente un rallentamento dei casi, devono rallentare anche i deceduti”. Se invece alla fine di questa settimana i decessi dovessero aumentare, sarà il segnale che qualcosa non va. E’ qui che entra in gioco la seconda ipotesi, quella pessimistica. “E’ sostenuta da chi ritiene che abbiamo ormai raggiunto il livello di saturazione nella capacità di fare i tamponi. E’ vero che se ne fanno sempre di più, ma – osserva Sestili – di fronte a una crescita esponenziale il numero dei casi positivi cresce troppo più velocemente rispetto alla capacità di fare i test”. A rafforzare questa ipotesi c’è quel 16,3% nel rapporto casi positivi-tamponi registrato per due giorni consecutivi. Seguendo lo stesso andamento delle ultime settimane, con un tempo di raddoppio di sette giorni, si sarebbero dovuti registrare oltre 200.000 nuovi casi.

Ordine medici, Anelli: “Seconda ondata potrebbe essere uno tsunami, al Governo chiediamo misure più aggressive”

“La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al Governo misure più aggressive”: lo scrive su facebook il presidente della Federazione degli Ordini dei medici italiani, Filippo Anelli. “Il problema oggi – sostiene – riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano”.

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MarsalaLive