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Coronavirus: in Sicilia record di contagi e vittime, in Italia 30.550 nuovi casi e 352 morti

1155 positivi e 19 morti nell'Isola, con 148 ricoveri in intensiva e 43 i ricoveri in regime ordinario. In Sicilia 3.600 posti letto per malati Coronavirus. Nel piano terapie intensive...

Coronavirus in Sicilia: record di contagi e vittime: 1155 positivi e 19 morti

Sono 1155 i nuovi positivi in Sicilia: record assoluto, così come le vittime, 19 in un giorno, mai successo in tutta la pandemia. Scendono di due unità però i ricoveri in intensiva: ora sono 148 contro i 150 di ieri, una diminuzione che non si vedeva da fine agosto. Sono invece 43 i ricoveri in regime ordinario, quattro in meno di ieri. Record anche di tamponi: per la prima volta nell’Isola infatti si supera quota 9000 (9376 per l’esattezza), dunque con un tasso tra positivi ed esami minore dei giorni scorsi. I nuovi positivi sono così distribuiti per province: Palermo 352, Catania 324, Messina 103, Ragusa 98, Trapani 54, Siracusa 41, Agrigento 134, Caltanissetta 27, Enna 22.

Covid: in Sicilia 3.600 posti letto per malati Coronavirus. Nel piano terapie intensive, degenze ordinarie e altre strutture

Sono circa 3.600 i posti letto dedicati alle cure del Covid-19 in Sicilia previsti nell’incremento dell’assistenza sviluppato dall’assessorato regionale alla Salute e condiviso con il Comitato tecnico scientifico. I posti, individuati in strutture pubbliche e private di tutto il territorio siciliano, comprendono terapie intensive, degenze ordinarie e ricoveri in strutture dedicate alle cure in bassa complessità. Il piano è stato illustrato stamani dall’assessore Ruggero Razza in commissione all’Assemblea siciliana. Lo sviluppo del piano, fortemente voluto dal governo Musumeci, ricalca una proiezione dell’andamento epidemiologico per singole aree con una soglia di stress maggiorato rispetto all’attuale situazione pandemica nell’isola, ma soprattutto tiene conto del mantenimento dell’assistenza sanitaria per le altre patologie non Covid. La Sicilia, infatti, è una delle Regioni che al momento non ha sospeso le cure diverse dal Coronavirus né ha ridotto gli interventi programmati. Sono previsti due scaglioni temporali, 15 novembre e 30 novembre, entro i quali saranno approntati i posti letto da parte dell’Aziende del sistema sanitario regionale. In particolare le terapie intensive raggiungeranno, all’ultima scadenza, 427 posti dedicati esclusivamente al Covid a cui potranno aggiungersi posti di terapia sub-intensiva convertibili a seconda delle eventuali necessità. Le degenze ordinarie raggiungeranno 2.384 ricoveri dedicati, mentre saranno 780 i posti letto a disposizione nelle strutture a bassa complessità.

Coronavirus in Italia: 30.550 nuovi casi, 352 le vittime. Fatti oltre 211mila tamponi, circa 29mila più di ieri

Stabile la crescita dei contagi Covid in Italia: nelle ultime 24 ore si sono registrati 30.550 nuovi casi, circa 2mila più di ieri ma con 211.831 tamponi, circa 29mila più di martedi. Stabile anche l’incremento delle vittime, 352 in un giorno che portano il totale a 39.764″Il trend sembra mostrare una certa stabilizzazione ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il Dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo”. Lo ha detto il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa tenuta allo stesso ministero sull’analisi della situazione epidemiologica da Covid-19 in Italia.

“Le Regioni più colpite sono la Lombardia, il Piemote e la Campania che registrano molti positivi. Sono regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte, più o meno al livello della Lombardia; l’incidenza è elevata anche in Veneto mentre in Lazio vediamo un leggero incremento pero’ sembra essere abbastanza graduale. poi ci sono regioni più piccole come l’Umbria con 500 casi circa, che in termini di incidenza sulla popolazione è piuttosto elevata”.

“Dopo aver avuto una fase di transizione, ci troviamo in una fase che tecnicamente definiamo di escalation e quindi in parte dobbiamo usare misure di contenimento e in parte misure di mitigazione”. Lo ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera, su prevenzione e risposta al Covid-19. “A differenza della prima ondata, il virus circola in tutte le regioni” anche se “abbiamo situazioni con circolazione contenuta e altre con valori particolarmente elevati”. Uno dei dati importanti è la percentuale della positività al tampone: “quando supera il 4% è un indicatore di una forte circolazione, e in tutte le regioni del nostro Paese c’è questa caratteristica”.

“Quello dei ricoveri con sintomi è un numero che sta crescendo e merita attenzione” e “lo stesso vale per le terapie intensive”. Rispetto all’occupazione dei posti letto in degenza ordinaria di aria medica, “alcune regioni hanno superato il cut-off, altre no ma sono vicine”, ha spiegato Brusaferro. Il significato dei cut-off, ovvero dei valori soglia definiti dal Ministero della Salute, è che se abbiamo “oltre il 40% di occupazione dei letti di area medica per patologie Covid vuol dire che dobbiamo riprogrammare le attività sanitarie dilazionabili per altre patologie, così da trovare posto e dare priorità ai pazienti con Sars-Cov-2”.

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