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Diego Maggio rieletto Vice-Presidente dell’Unione Giuristi della Vite e del Vino

Fanno parte dell’UGIVI avvocati, magistrati, docenti universitari, personalità ed esperti che hanno acquisito particolari conoscenze nelle materie giuridiche vitivinicole. Scopo dell’Associazione...

L’avv. Diego Maggio, marsalese, è stato rieletto Vice-Presidente nazionale dell’U.GI.VI. (Unione Giuristi della Vite e del Vino): una ormai affermata associazione – che attualmente annovera oltre centocinquanta iscritti, operanti da ogni parte d’Italia – di professionisti dell’enodiritto, costituita a Milano nel 1997.

Presidente è stato confermato l’avv. Stefano Dindo di Verona, mentre l’avv. Pietro Caviglia (siciliano d’origine e per oltre quarant’anni Direttore dell’Unione Italiana Vini) ne è sempre il presidente emerito.

Fanno parte dell’Associazione (UGIVI) avvocati, magistrati, docenti universitari, personalità ed esperti che hanno acquisito particolari conoscenze nelle materie giuridiche vitivinicole.

Scopo dell’Associazione è approfondire gli studi in materia di diritto vitivinicolo nel campo delle discipline comunitaria, nazionale e internazionale.

Nell’ambito dell’attività scientifica associativa, vengono annualmente organizzati seminari di aggiornamento (specificamente destinati alle imprese vitivinicole) e convegni (rivolti a tutti gli operatori del comparto) per l’approfondimento e la discussione delle tematiche giuridiche di volta in volta più attuali.

Solitamente, per favorire la partecipazione, gli incontri dell’Ugivi si tengono in concomitanza alle manifestazioni fieristiche più significative a livello nazionale ed internazionale, quali Vinitaly a Verona, nonché nei luoghi più significativi, quale il Castello di Grinzane Cavour in Piemonte.

In atto Presidente dei Paladini di Sicilia, Diego Maggio – lo ricordiamo – è stato per oltre un trentennio l’anima della DOC Marsala, spendendosi altresì per il Consorzio di Pantelleria fin dalla sua costituzione.

Fra le sue innumerevoli iniziative vanno menzionate l’idea di proporre il Marsala quale Vino dell’Unità d’Italia e quella di far riconoscere il vigneto ad alberello pantesco quale Patrimonio immateriale dell’Umanità.

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MarsalaLive