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mercoledì, 8 Febbraio 2023

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Decreto Natale, autocertificazione per gli spostamenti: ecco dove si può andare e chi ospitare

DECRETO NATALE, AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI: SÌ ALLE SECONDE CASE, ECCO DOVE SI PUÒ ANDARE E CHI OSPITARE

Non ci saranno controlli all’interno delle case, ma come ha chiarito ieri il premier Giuseppe Conte il decreto Natale, pubblicato nelle scorse ore in Gazzetta ufficiale, ha l’obiettivo di limitare la circolazione. Dunque, come lui stesso ha detto nel corso della conferenza stampa di ieri, si esce con l’autocertificazione (ecco il modulo: AUTODICHIARAZIONE NATALE 2020).

LE DEROGHE AI DIVIETI – È proprio l’autocertificazione lo strumento con cui usufruire delle deroghe e per uscire di casa. L’elemento di grande novità del decreto è, infatti, la possibilità di andare nei giorni festivi a casa di parenti e amici, ma si può essere soltanto in due anche se si può essere accompagnati da minori di 14 anni o da disabili non autosufficienti. Ma c’è anche un limite temporale, perchè resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, più lungo a Capodanno, dalle 22 alle 7. Nel provvedimento c’è anche la deroga per i piccoli comuni: ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia.

SECONDE CASE – Tra gli spostamenti consentiti anche dal 24 dicembre al 6 gennaio c’è la possibilità di andare nelle seconde case purché si trovino all’interno della Regione di residenza. Ma anche in questo caso sarà consentito lo spostamento solo a 2 persone con eventuali minori sotto i 14 anni o disabili non autosufficienti. In sostanza tutti gli spostamenti nei giorni rossi e arancioni dovranno essere giustificati con il modulo di autocertificazione. Chi non rispetta i divieti rischia la multa da 400 a mille euro.

GLI ALTRI SPOSTAMENTI CONSENTITI – Resta consentito viaggiare per fare rientro nella propria residenza, domicilio o nell’abitazione. Si potrà uscire per andare a messa o per fare attività motoria. Dal 28 al 30 dicembre e il 4 gennaio (zona arancione) è permesso spostarsi all’interno del proprio comune (dalle 5 alle 22) ma non al di fuori di esso (con l’eccezione di quelli sotto i 5mila abitanti) o dalla regione. Restano le deroghe per i motivi di lavoro, salute, comprovata necessità e urgenza.

CHI OSPITARE – All’interno delle abitazioni il governo non può imporre divieti, resta dunque la raccomandazione di trascorrere il Natale con le persone conviventi e di poter ricevere soltanto due persone al di fuori del nucleo familiare. I controlli non possono avvenire all’interno delle case ma possono essere effettuati solo sugli spostamenti e su quanto autocertificato. Il decreto inoltre non pone limiti di parentela sulle persone da ospitare che possono essere anche amici e non solo parenti. Le due persone possono essere invitate con i figli se sono minori di 14 anni o con disabili non autosufficienti. Resta anche la raccomandazione di usare la mascherina quando non si sta a tavola e di rispettare il distanziamento.

PUBBLICATO IL DECRETO NATALE: UNA VISITA AL GIORNO A PARENTI O AMICI, ECCO A CHI SPETTANO I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Pubblicato in Gazzetta ufficiale e in vigore già da oggi il decreto legge con le nuove misure anti contagio da Covid-19 per il periodo natalizio.
Rispetto alla bozza del testo entrata in consiglio dei ministri, è stato aggiunto in extremis un articolo relativo ai ristori immediati per bar e ristoranti.

Il provvedimento è ora composto da tre articoli. Ecco il testo integrale: DECRETO-LEGGE 18 DICEMBRE 2020 -NATALE.

SPOSTAMENTI – L’Italia sarà rossa per tutti i festivi e prefestivi fino alla Befana, con i negozi, i bar e i ristoranti chiusi e il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro e salute. Nel provvedimento c’è la deroga per i piccoli comuni: durante le giornate in cui l’Italia sarà arancione (28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 ) ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia. E poi c’è la deroga per i due commensali non conviventi, fortemente voluta dal premier Giuseppe Conte, che era con Italia Viva per un intervento molto più morbido. In sostanza due persone, con figli sotto i 14 anni o con disabili non autosufficienti, potranno spostarsi ma con vincoli. Nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale viene spiegato nel dettaglio: “Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. Lo conferma il testo del dl Covid pubblicato in Gazzetta ufficiale. Si tratta di una deroga, come ha rivendicato il presidente del Consiglio, “pensata per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”.

RISTORI – Il nuovo decreto legge Covid prevede lo stanziamento di 645 milioni di euro da destinare al ristoro immediato delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che vedranno un calo del fatturato a causa delle misure disposte a tutela della salute. Queste attività riceveranno un contributo pari a quello già ottenuto in seguito all’approvazione del cosiddetto ‘decreto rilancio’, decreto legge 19 maggio 2020, n. 34. Ma ecco nel dettaglio a chi spettano i ristori: “E’ riconosciuto un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021” ai ristoranti, bar e mense che abbiano subito danni dalle norme anti Covid. Il contributo viene dato a chi abbia già goduto da quello disposto dal decreto rilancio e non può essere superiore a euro 150.000.

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