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lunedì, 29 Novembre 2021

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Covid in Sicilia, 505 nuovi casi e 16 morti: calano i ricoverati

Il tasso di positività scende all'1,5%. L'isola è al settimo posto per numero di contagi. In Italia sono 10.047 i positivi ai test Covid, 83 le vittime in un giorno

Sono 505 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore a fronte di 34.683 tamponi processati in Sicilia. Ieri i nuovi positivi erano 514. Il tasso di positività scende all’1,5% ieri era al 3,7%. L’isola è al settimo posto per numero di contagi. Gli attuali positivi sono 10.903 con un aumento di 125 casi. I guariti sono 364 mentre le vittime sono 16 (anche se 14 si riferiscono ai giorni scorsi) e portano il totale dei decessi a 7.162.

Sul fronte ospedaliero sono adesso 382 ricoverati, 11 in meno rispetto a ieri, mentre in terapia intensiva sono 42, 1 in più.

Questi i dati del contagio per provincia: Palermo 43 casi, Catania 164, Messina 40, Siracusa 83, Ragusa 17, Trapani 45, Caltanissetta 40, Agrigento 60, Enna 13.

COVID IN ITALIA: 10.047 POSITIVI, 83 LE VITTIME. SALGONO I RICOVERI IN 8 REGIONI, EMILIA ROMAGNA VERSO IL GIALLO

Sono 10.047 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 6.404. Sono invece 83 le vittime in un giorno, anche se nel conto sono comprese 14 vittime comunicate dalla Sicilia che si riferiscono ai giorni scorsi. Ieri erano state 70. Sono 689.280 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 267.570. Il tasso di positività è all’1,4%, in calo rispetto al 2,3% di ieri. Sono invece 560 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 11 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 61. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.597, ovvero 90 in più rispetto a ieri.

In 8 regioni e province autonome cresce la percentuale di posti in reparto occupati da pazienti Covid con sintomi: Calabria (al 7%), Marche (al 10%), Puglia (al 4%), Piemonte (al 5%), Toscana (all’8%), Umbria (al 7%), Sardegna (al 6%) e Bolzano (al 9%). In altre 6 sale la percentuale di letti Covid nelle terapie intensive: Basilicata (al 2%), Lombardia (all’11%), Veneto (al 6%), Piemonte (al 6%), Sicilia (al 10%) e Trento (al 10%). La situazione è stabile in Friuli Venezia Giulia, ma a livelli oltre soglia, pari a 15% e 17%. Questi i dati del monitoraggio Agenas che confronta i dati del 22 novembre, con il giorno prima.

A livello nazionale, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, il 6% delle terapie intensive e l’8% dei posti in reparto, sono occupate da parte di pazienti Covid, entrambi i valori sono sotto la soglia limite, rispettivamente al 10% e 15%, il cui superamento costituisce uno dei parametri che possono determinare il passaggio della regione in zona gialla. Tale soglia è però superata da singole regioni. Questa attualmente la situazione relativa, rispettivamente, all’occupazione di terapie intensive e di posti letto in reparti ospedalieri di area non critica: Abruzzo 4% e 7%; Basilicata 2% (+1) e 6%; Calabria 7% (+1%) e 12%, Campania 5% e 8%, Emilia Romagna 6% e 7%; Friuli Venezia Giulia 15% e 17%; Lazio 9% e 10%; Liguria 8 (-1%) e 7%; Lombardia 4% e 11% (+1%); Marche 10% (+2%) e 7%, Molise 3% e 5%; Pa Bolzano 9% (+1%) e 16%; Pa Trento 7% e 10% (+2%); Piemonte 5% (+1) e 6% (+1); Puglia 4% (+1%) e 5%; Sardegna 6% (+1%) e 3%; Sicilia 5% e 10% (+1%); Toscana 8% (+1%) e 5%, Umbria 7% (+1%) e 7%, Valle d’Aosta 3% e 7% (-1%); Veneto 6% e 6% (+1%).

Se fosse per i vaccinati ricoverati non rischieremmo minimamente la zona gialla. Così alcune regioni già ci vanno adesso, le altre regioni come noi rischiano tra qualche settimana la zona gialla se il contagio si diffonde e se aumentano i ricoveri“. Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, parlando del vertice tenutosi ieri tra governo e Regioni. Bonaccini ricorda come nei reparti di terapia intensiva la gran parte dei ricoverati per Covid sia costituita da non vaccinati, benché il rapporto tra questi e i vaccinati in regione sia “di 1 a 9”.

Intanto il commissario Francesco Figliuolo, intervenendo all’Open Day per donne in gravidanza e allattamento svoltosi al S. Eugenio di Roma, ha detto che “ieri abbiamo fatto il record delle terze dosi, sono oltre 164mila e speriamo che le cose procedano così. E’ un successo italiano, abbiamo fatto una campagna capillare, inclusiva e senza precedenti che ha visto la partecipazione convinta di tutta la popolazione italiana. Abbiamo somministrato ad oggi 95 milioni di dosi e distribuito oltre 100 milioni. Dati che ci vedono ai primissimi posti in Europa. L’87% della popolazione over 12 è protetta, i contagi crescono ma abbiamo uno scudo”.

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