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mercoledì, 18 Maggio 2022

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Lisbona/Roma Andata e Ritorno: lungo le vie della politica

Gaspare Trapani, docente e ricercatore di lingua e cultura italiana per l’Università di Lisbona ci offre una lettura lucida e brillante dell’italianizzazione che sta subendo la politica portoghese

MarsalaGaspare Trapani, docente e ricercatore di lingua e cultura italiana per l’Università Cattolica Portoghese e per l’Università di Lisbona, ci offre una lettura lucida e brillante dell’italianizzazione che sta subendo la politica portoghese. Una contaminazione che ha a che fare con il linguaggio che si è fatto piuttosto affine alla reclame e con i contenuti che parlano alla pancia della gente, senza per forza avere a che fare con la testa, né, tanto meno col cuore. La domanda è lecita e quasi consequenziale: questa prossimità è benefica? È fruttuosa? Intanto a breve l’Italia dovrà scegliere il Capo dello Stato e gli scenari si profilano tutt’altro che chiari. In Portogallo si decreterà il Governo. L’auspicio è che a questi due appuntamenti importanti i due Paesi rispondano con coscienza e consapevolezza. Essere parte dell’Europa significa contribuire allo sviluppo umano, oltre che materiale, di un sistema che per essere integrato deve tener conto dell’altro – sia esso un uomo, uno Stato o un continente – e prendersi cura anche del suo benessere. Siamo un pianeta: una sfera. Il beneficio tornerà. Chiara Putaggio

Lisbona/Roma Andata e Ritorno: lungo le vie della politica

Un’italianizzazione della politica portoghese c’è, e si sente, non solo nei toni della campagna elettorale – molto più accesi e permeati di un certo ammiccante populismo, rispetto a quelli più composti di pochi anni fa – ma anche nel quadro politico che si sta delineando

Questo inizio di anno 2022 presenta per l’Italia ed il Portogallo una sfida importante. No, non parliamo di calcio, stavolta, per il quale, però, i due paesi saranno probabili avversari per uno degli ultimi posti disponibili per il Mondiale in Qatar, ma di destino politico.

Infatti, quasi in contemporanea, nei due paesi, a fine mese, ci saranno due impegni elettorali di primo piano. Mentre in Italia si deciderà chi vincerà la corsa al Colle, nel paese lusitano si terranno, il prossimo 30 gennaio, le elezioni legislative, indette dopo la caduta del governo socialista di Antonio Costa, a seguito del mancato appoggio dei due partiti di sinistra – Partito Comunista Portoghese (PCP) e Bloco de Esquerda (Blocco di Sinistra) – nell’approvazione della legge di bilancio, lo scorso ottobre, con conseguente scioglimento del Parlamento.

Ci fu chi, in quel momento, ricordando gli episodi in cui Bertinotti e Mastella fecero cadere, rispettivamente nel 1998 e nel 2008, i governi Prodi, parlò, con un paragone forse un po’ azzardato, di un “italianizzazione” della politica portoghese, in cui due piccoli partiti che, insieme, non andavano oltre 16%, decretavano, poi la fine del secondo governo Costa e la dissoluzione del Parlamento.

Eppure, non sempre per motivi edificanti, un’italianizzazione della politica portoghese c’è, e si sente, non solo nei toni della campagna elettorale – molto più accesi e permeati di un certo ammiccante populismo, rispetto a quelli più composti di pochi anni fa – ma anche nel quadro politico che si sta delineando.

Intanto, nelle due ultime legislature, in un sistema partitico per anni abbastanza stabile (costituito sostanzialmente da cinque partiti), sono sorte nuove formazioni politiche, di consenso crescente, i cui nomi PAN (Persone, Animali, Natura), Livre (Libero) o Chega (Basta) suonano più come slogan che come veri richiami ideologici. Un processo che in Italia, già dai primi anni ’90, col celebre Partito dell’Amore di Cicciolina del ‘91 abbiamo intrapreso: si abbandonavano, nelle designazioni delle formazioni politiche, i richiami a Destra, Sinistra, Centro o ad ideologie specifiche (Socialismo, Comunismo, Socialdemocrazia eccetera) e si usavano delle denominazioni-slogan, dal sapore populistico e/o esortativo come Forza Italia, Movimento 5 Stelle o Italia Viva.

Nomi, a parte, però, questa moltiplicazione di partiti non ha creato solo una maggiore sfiducia e un visibile declino dei partiti tradizionali, ma anche maggioranze risicate o difficili da formare, con un’incertezza che ha poi portato, in piena pandemia, alla caduta del governo socialista.

In questo contesto si inserisce un altro fenomeno, la cui influenza italiana è evidente: il già citato partito Chega, al momento dato nei sondaggi come terza formazione politica. Si colloca all’estrema destra dell’arco parlamentare ed ha fra i suoi principali ispiratori Matteo Salvini. Lo scorso 13 Agosto 2019 dalle pagine del “Jornal i”, il suo leader, André Ventura, individuando nella politica del segretario leghista “una ventata di aria fresca” ed “un faro di speranza nel futuro imminente dell’Europa”, lo assumeva come punto di riferimento, ospitandolo più volte – non senza proteste soprattutto da parte degli studenti – nelle sue campagne elettorali portoghesi, con tappa obbligata a Fatima, per un momento di preghiera insieme.

La sera del 30 Gennaio Lisbona avrà un nuovo parlamento. I sondaggi indicano una nuova vittoria dei socialisti, ma l’ultima volta, per le comunali, lo scorso autunno, hanno sbagliato clamorosamente. Come in Italia, dunque. In Portogallo, in cui la variabile dell’astensionismo e quella dei numerosi portoghesi in isolamento per Covid preoccupano, bisognerà, quindi, contare fino all’ultimo voto e sperare che nessuno agiti lo spettro di brogli elettorali.

Gaspare Trapani

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