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lunedì, 3 Ottobre 2022

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Abbattuta la targa delle partigiane marsalesi: che la memoria trovi luogo in ogni scuola

È vile la mortificazione di un principio, e tra tutti quello della libertà è il più alto “ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta”. Qualche tempo fa il docente universitario Vito Titone

Marsala – Prima oscurata, poi sfregiata e poi ancora abbattuta, gettata a terra, come una pianta da estirpare. È quello che è accaduto, sul lungomare marsalese, alla targa dedicata alle tre partigiane. Per l’esattezza nel 2020 la targa era stata annerita, in modo da rendere illeggibili i nomi, l’anno dopo era stata bucata e poche ore fa è stata buttata a terra. La targa riporta i nomi di Franca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi. È vero che in precedenza l’atto “vandalico” era stato commesso a ridosso del 25 aprile non lasciando adito a dubbi sulla volontà di cancellare o sfregiare la memoria delle tre patriote marsalesi e di ciò che esse rappresentano, ma è anche vero che siamo a pochi giorni dall’anniversario dell’8 settembre, data che segna lo spartiacque tra chi ha infine scelto la libertà, a qualunque costo.

Non posso non pensare che in molti istituti è appena iniziata la scuola e che l’educazione civica è parte integrante di ciò che si apprende in ogni grado di istruzione. E mentre i nostri bambini e ragazzi si accingono a tornare in classe, dopo una tremenda pandemia e mentre ancora si consuma una guerra alle porte dell’Europa, c’è chi vuole “abbattere” un pezzo di storia nostra. Lo fa vilmente. Nell’oscurità e senza neppure avere riguardo al fatto che il Largo delle Partigiane si trova davanti al mare, accanto al “Parco Baleno” dove i nostri piccoli si divertono, quasi nel cuore della città.

È vile la mortificazione di un principio, e tra tutti quello della libertà è il più alto “ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta”. Qualche tempo fa il docente universitario Vito Titone mi ha detto che secondo alcuni pensatori, il valore della libertà è addirittura superiore a quello della vita, tant’è che non mancano esempi di chi ha scelto la morte per perseguirla. Viviamo nel paradossale tempo in cui si esporta il diritto a dimenticare quasi 80 anni di democrazia, mostrando una colpevole noncuranza nei confronti di svastiche e di accenti fascisti. Tutto questo sgomenta, prima ancora di intristire. Ma la scuola è iniziata e io sogno che ogni dirigente scolastica/o di questa città dedichi un’aula a queste tre ragazze affinché siano maestre, per i nostri giovani. Le scuole non le possono abbattere. Le scuole sono la soluzione.

Per loro avevo scritto questi brevissimi monologhi presentati in un incontro on line nel 2020 che raccolgono cenni di memoria. Li riporto affinché se ne sappia di più:

Franca Alongi
Di mio non è rimasto neppure una sepoltura, ma la memoria dei marsalesi mi ha scelto un luogo bellissimo, pieno di sole, davanti al mare. Nel punto più ventoso, vicino a capo Boeo. Da qui mi sembra ancora di respirare e da qui, il ricordo di me è una promessa che mai più debba accadere che il nero vinca sulla libertà. Stanotte, complice il buio e una Marsala più deserta di quanto lo sia mai stata, qualcuno ha voluto sporcare la mia memoria. Ma io il nero, quello vero, l’ho visto. L’ho riconosciuto, anche se avevo solo 17 anni. Sotto la fuliggine il mio nome rimane, comunque, al sole, le mani di chi imbratta… così come il suo cuore… purtroppo no.

Bice Cerè
Rivedere il mare. Era il mio più grande desiderio nei giorni dell’assedio… ma non un mare qualunque. A Firenze, quando a 19 anni il mio fiato si fermò, io pensavo al mare della mia Marsala. Sarà stata una carezza del cielo, che mi ha fatto ritrovare qui, fra gli spruzzi profumati a ricordare ai miei concittadini che la Libertà profuma, come il mare. Poi c’è qualcuno, pochissimi in verità, almeno spero, che invece parteggiano ancora per chi mi uccise. Mi fanno pena, perché non hanno capito e non sanno capire che ci sono valori che non si possono imbrattare.

Grazia Meningi
Se potessi raccontare tutto il nero che abbiamo visto negli occhi dei caduti, negli occhi dei condannati, nelle lacrime di chi è rimasto… solo, chi ha commesso questo sfregio si vergognerebbe e capirebbe che non ha senso sporcare una targa che onora un impegno. Non ha senso perché non toglie nulla a ciò che noi abbiamo fatto. Se la mano di chi ha imbrattato questa insegna è stata “libera” di compiere quest’oltraggio è anche grazie alla nostra fatica. Chi ora sporca e si lascia andare alla nostalgia del regime, in realtà, non lo conosce affatto, grazie a Dio. Altrimenti terrebbe a posto le sue mani sacrileghe perché saprebbe a sue spese che il male è male sempre e come tale fa male anche a chi lo venera.

Chiara Putaggio

COMUNICATO STAMPA PD MARSALA – Ancora una volta ci troviamo a commentare come il vandalismo sempre più ricorrente nella nostra città abbia profanato la memoria delle partigiane Bice, Francesca e Grazia. Nel  ribadire che simili atti sporcano soltanto chi li compie, rinnoviamo sentimenti di profonda gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno messo in pericolo o sacrificato la loro vita per affermare e conquistare i valori della libertà e della democrazia. Condividiamo le parole di Pino Nilo sul vile gesto alla targa che ricorda il sacrificio delle partigiane lilibetane e manifestiamo a lui e all’ANPI vicinanza e solidarietà. Partito Democratico circolo di Marsala

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