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domenica, 29 Gennaio 2023

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Dario Safina su ritrovamento neonato a Paceco e proposta di legge in Sicilia

"Proposta di legge per concorsi in sanità per medici non obiettori di coscienza. Il tema è ostico, me ne rendo conto, ma non si può continuare a nascondere la testa dentro un buco"

Quello avvenuto nelle campagne di Paceco è un fatto sul quale siamo chiamati tutti a riflettere. La gioia per il lieto fine relativo, con il piccolo Francesco Alberto che sta bene, non può non farci soffermare sulla necessità di creare quel collante fra scuola e società adulta, in modo da fornire alle giovani coscienze gli strumenti necessari per non sentirsi soli davanti a situazioni nelle quali, purtroppo, si può anche non arrivare pronti.

Lungi da me il voler esprimere un giudizio sugli autori del gesto, da padre provo certamente sgomento, è sugli aiuti alle famiglie e ai giovani che si trovano in difficoltà per una gravidanza non voluta o non compresa, che voglio intervenire oggi.

Durante la campagna elettorale per le Regionali ho preso un impegno che ribadisco ancora più convintamente, alla luce di quanto avvenuto nella periferia di Paceco: è arrivato il momento di avviare seriamente, nella nostra regione, un percorso di civiltà che miri certamente alla tutela della salute della donna ed al contemporaneo potenziamento dei centri di ascolto, per consentire una scelta consapevole: quella dell’interruzione volontaria della gravidanza.

Il tema è ostico, me ne rendo conto, ma non si può continuare a nascondere la testa dentro un buco. Per questo mi impegno a portare in Assemblea Regionale un disegno di legge che miri alla indizione di concorsi in sanità per l’assunzione di medici non obiettori di coscienza.

Un provvedimento legislativo, quello sul quale mi adopererò, che consentirà alla Regione di autorizzare un concorso con dei requisiti precisi.

Bandi specifici, utili a rimpinguare anche i nostri ospedali siciliani, autorizzati di concerto con i Ministeri e che non metteranno in discussione l’articolo 9 della legge, e cioè il diritto all’obiezione. Un provvedimento legislativo, insomma, con il quale definire i requisiti del personale che serve in uno specifico servizio di quel dipartimento ospedaliero.

Il diritto alla salute non è uno slogan. Sarò lieto di approfondire con ognuno di voi, nello specifico dei dati tecnici, l’impegno che avevo preso e che sto ribadendo, convintamente, oggi.

Un provvedimento legislativo che riequilibri l’applicazione della legge 194, oggi depotenziata dal ricorso all’obiezione. E’ questo, in sintesi, l’impegno che porterò avanti sin da subito dopo il mio insediamento all’ARS. Il concorso riservato a soli medici non obiettori è una misura non solo necessaria, ma ormai indispensabile. Concorsi riservati sono possibili e sono già stati indetti nella Regione Lazio con l’assunzione di medici non obiettori. Il modello virtuoso del concorso “no-obiettori” indetto dall’ospedale San Camillo è approdato in Parlamento con una mozione della senatrice Laura Puppato, che ne ha chiesto l’applicazione in tutte le regioni italiane.

Concorsi finalizzati unicamente al servizio di interruzione volontaria di gravidanza, in modo tale che i vincitori vengano assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della legge 194.

Un dato allarmante: nella sola provincia di Trapani ad assicurare un diritto previsto dalla legge 194 sono rimasti un paio di medici e quasi non ci sono anestesisti non obiettori, con la conseguenza che è difficile garantire quelle cittadine che non vogliono ricorrere al servizio privato. Bisogna invece assicurare la certezza che, nei reparti di ginecologia, vi sia personale non obiettore. La mia proposta punta ad un modello sociosanitario all’avanguardia che passi dal rafforzamento dei servizi di ascolto e prevenzione sul territorio e, nello stesso tempo, garantisca la libertà di scelta e la salute della donna, della coppia e del bambino, applicando in modo corretto la legge 194.

Onorevole Dario Safina – Partito Democratico


Neonato ritrovato a Paceco, Ferrante (Pd):

”Sicilia drammaticamente arretrata, occorrono interventi concreti”

«Ancora una volta un neonato viene abbandonato in un sacchetto di plastica, una tragedia evitata dall’intervento dei carabinieri cui va tutta la nostra gratitudine. E’ compito della politica predisporre tutti i mezzi affinché simili gesti sconsiderati non siano più frutto di disperazione, solitudine e ignoranza”.

Così Antonio Ferrante, Presidente della direzione regionale del partito democratico in Sicilia, commenta il ritrovamento, nelle campagne di Paceco, di un neonato chiuso dentro un sacchetto di plastica.

« Nella provincia di Trapani ad applicare la legge 194 rimane un solo medico e i consultori sono spesso privi delle risorse umane e materiali per poter fornire la necessaria assistenza. A questo va aggiunta la totale mancanza di educazione alla sessualità nelle scuole del nostro Paese. In assenza di interventi concreti a poco serve indignarsi e lanciare strali ed è compito della prima forza riformista in Sicilia e nel Paese predisporli.

“Occorre un piano che parta dall’educazione nelle scuole, per arrivare al potenziamento dei consultori che deve essere forniti della pillola Ru486 come già accade in altre regioni. E’ inoltre necessaria l’assunzione di medici non obiettori che possano coprire il fabbisogno e di personale in grado accogliere senza pregiudizi. Solo così riusciremo ad arrestare la diffusione degli aborti clandestini e l’abbandono dei neonati”.

“Lavoreremo con tutta la nostra comunità per presentare entro l’anno il piano, tanto a livello regionale quanto nazionale, auspicando che anche le destre, fino ad oggi conservatrici e retrograde, capiscano che salvare delle vite viene prima che cercare voti strumentalizzando le tragedie umane. In caso contrario noi andremo avanti consapevoli che su queste battaglie i siciliani saranno con noi”.

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