Marsala – In un contesto di grave siccità e risorse idriche ai minimi storici, l’associazione “I Guardiani del Territorio” lancia un appello che può sembrare controcorrente ma che punta alla tutela a lungo termine del territorio: fermare la campagna irrigua 2025 dalla Diga Trinità. Secondo i dati attuali, il bacino contiene poco più di un milione di metri cubi d’acqua, ben lontani dai quattro milioni necessari per avviare anche una distribuzione parziale efficace.
L’associazione sottolinea che l’erogazione di poca acqua per pochi non sarebbe solo inutile, ma anche pericolosa. In mancanza di un volume sufficiente, si rischia di compromettere sia l’efficacia dell’irrigazione sia l’integrità strutturale dell’invaso, costruito oltre settant’anni fa con uno sbarramento in argilla. Un abbassamento eccessivo del livello potrebbe creare danni irreversibili alla tenuta del bacino.
Inoltre, si teme un disastro ambientale: la Diga Trinità ospita una significativa popolazione di fauna ittica. L’abbassamento delle acque potrebbe causare una moria di pesci, con conseguenze igienico-sanitarie e ambientali gravi, trasformando il bacino in una palude insalubre.
Il documento dell’associazione è chiaro: “Oggi bisogna dire no all’irrigazione per poter dire sì domani all’agricoltura”. Il messaggio è diretto al gestore della diga, ma anche alle istituzioni regionali e ai rappresentanti del comparto agricolo.
La priorità, spiegano i Guardiani del Territorio, è salvare la diga, evitando soluzioni tampone che rischiano di distruggere ciò che resta della capacità idrica del comprensorio. Il danno sarebbe duplice: nessuna acqua utile oggi e nessuna riserva per domani.
La posizione dei Guardiani è coerente con quanto espresso nel documento approvato nei giorni scorsi presso il Santuario Santo Padre delle Perriere, sottoscritto da realtà agricole, civili e religiose, con il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo come primo firmatario.
Il documento chiede:
l’attivazione immediata della Misura 23 del PSR Sicilia per i ristori dovuti alla siccità del 2024
un contributo ad ettaro per i vigneti compromessi da tre anni di mancata irrigazione
un piano straordinario per il reimpianto dei vigneti del comprensorio Trinità, da finanziare con i fondi OCM Vino
Il timore dell’associazione è che il bisogno disperato di acqua porti a scelte avventate, a turnazioni irrisorie e scontri tra agricoltori per quantità che comunque non sarebbero risolutive. Per questo l’appello è netto: una scelta coraggiosa ora può garantire un futuro sostenibile all’agricoltura, all’ambiente e al territorio intero.
Speriamo bene che le istituzioni ascoltino l’appello e intervengano con misure strutturali e non temporanee
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