Bullismo e cyberbullismo: incontro alla “Mazzini” di Marsala con la Polizia di Stato

All’IC “Cavour-Mazzini” di Marsala gli studenti delle classi terze hanno incontrato il Commissario Salvatore De Filippi e la Vice Sovrintendente Vincenza Genna della Polizia di Stato per parlare in modo concreto di bullismo e cyberbullismo, con il supporto della scuola e dei docenti referenti

Bullismo e cyberbullismo a scuola

Marsala – L’incontro su bullismo e cyberbullismo organizzato all’Istituto Comprensivo “Cavour-Mazzini”, presso i locali della Scuola Secondaria di primo grado “Giuseppe Mazzini” di Marsala, è stato pensato per sensibilizzare gli studenti e dare strumenti concreti per riconoscere e contrastare questi fenomeni. Il tema del bullismo e del cyberbullismo è stato al centro del confronto tra gli alunni delle classi terze e la Polizia di Stato, in un appuntamento che la scuola ha voluto come momento formativo e di responsabilizzazione.

Un confronto diretto tra studenti e Polizia di Stato

L’iniziativa ha visto la partecipazione della Polizia di Stato, rappresentata dal Commissario Salvatore De Filippi e dalla Vice Sovrintendente Vincenza Genna, che hanno guidato l’incontro con competenza e un linguaggio chiaro, vicino ai ragazzi. La presenza delle forze dell’ordine ha dato al confronto un taglio concreto e immediato: non soltanto spiegazioni teoriche, ma esempi, dialogo e indicazioni pratiche sul come riconoscere segnali di bullismo e cyberbullismo, e su come chiedere aiuto.

Ha aperto i lavori la Dirigente scolastica, che ha sottolineato l’importanza di queste occasioni come momenti educativi necessari. La Dirigente ha richiamato il valore di una scuola che forma non solo sul piano didattico, ma anche sul piano umano e relazionale. Per la scuola, infatti, parlare di bullismo e cyberbullismo significa parlare di rispetto, sicurezza e tutela della dignità personale di ogni alunno.

Partecipazione attiva degli studenti

All’incontro ha preso parte una rappresentanza delle classi terze dell’istituto. Gli studenti non sono rimasti ad ascoltare in silenzio: sono stati coinvolti attivamente dal personale della Polizia di Stato in un dialogo aperto e diretto. L’appuntamento è diventato un momento vivo e partecipato, fatto di domande, riflessioni e testimonianze personali.

Questa formula interattiva ha trasformato l’aula in uno spazio di confronto reale, in cui i ragazzi hanno potuto esprimere dubbi e preoccupazioni. Il bullismo, anche quando non è fisico ma verbale, può ferire. Il cyberbullismo, ancora di più, perché spesso corre sui telefoni e sui social e può entrare nelle case e nella vita privata degli studenti. Parlare apertamente di questi aspetti ha reso l’incontro ancora più significativo anche sul piano emotivo.

Dalla teoria alla realtà quotidiana

L’intervento della Polizia di Stato non si è limitato a definire che cosa sono bullismo e cyberbullismo. Durante l’incontro sono stati affrontati anche i comportamenti che possono sembrare “uno scherzo tra compagni”, ma che in realtà diventano atti aggressivi e continui. L’obiettivo è stato quello di spiegare agli alunni che un insulto costante, un video diffuso senza consenso, una presa in giro pubblica in chat o in classe non sono “ragazzate”, ma possono avere conseguenze serie.

In questo confronto, è stato dato spazio al concetto di responsabilità personale. Gli studenti sono stati invitati a riconoscere non solo chi subisce e chi agisce, ma anche il ruolo di chi assiste in silenzio. Anche restare a guardare alimenta il problema. Per questo il messaggio trasmesso è stato chiaro: chiedere aiuto è giusto, parlare è giusto, segnalare è giusto.

Il ruolo della referente di istituto

Fondamentale è stato anche il contributo della prof.ssa Maria Luisa Caradonna, referente d’Istituto per il bullismo e il cyberbullismo. La docente ha curato la preparazione dei gruppi di studenti coinvolti nell’iniziativa, accompagnandoli verso l’incontro e aiutandoli a prendere consapevolezza dei temi prima del dialogo con la Polizia di Stato.

Il lavoro svolto dalla referente è stato illustrato come parte di un percorso strutturato, non isolato. Significa che il contrasto al bullismo e al cyberbullismo non viene lasciato alla sola emergenza del singolo episodio, ma trattato come un percorso educativo continuo all’interno della scuola, con figure di riferimento chiare a cui rivolgersi.

Educare al rispetto e alla cittadinanza

L’iniziativa rientra nel più ampio progetto educativo dell’Istituto Comprensivo “Cavour-Mazzini” di Marsala, impegnato nella promozione della cultura del rispetto, della legalità e della cittadinanza attiva. La scuola sta lavorando per costruire un ambiente inclusivo, in cui ogni studente si senta ascoltato e tutelato.

Il messaggio finale emerso dall’incontro è che bullismo e cyberbullismo si possono contrastare se scuola, famiglie e istituzioni dialogano tra loro. E che riconoscere subito i segnali di queste situazioni può evitare conseguenze emotive dolorose e isolamento sociale. Questo approccio condiviso punta a rafforzare una comunità scolastica più sicura, più attenta e più consapevole.

Commento della redazione

Incontri come questo sul bullismo e sul cyberbullismo, con il coinvolgimento diretto degli studenti e della Polizia di Stato, mostrano che la prevenzione parte dalla scuola e dalla responsabilità quotidiana. Complimenti a chi lavora ogni giorno per una scuola che protegge i ragazzi.


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