Curatolo risponde ai Guardiani del Territorio: “Rilanciare il Marsala DOC per rilanciare la città”

“Leva strategica per identità, sviluppo e visibilità internazionale”. Il candidato sindaco Leonardo Curatolo accoglie il documento dei Guardiani del Territorio e annuncia l’inserimento nel programma di tre impegni: riforma del disciplinare, rilancio del Consorzio di Tutela e sostegno alla DOCG del Marsala Vergine

Marsala DOC strategico

Marsala – Il candidato sindaco Leonardo Curatolo interviene sul dibattito relativo al presente e al futuro della DOC Marsala, dopo il comunicato dell’associazione I Guardiani del Territorio. Curatolo definisce quel contributo “serio, argomentato e necessario” e sostiene che la crisi non riguardi solo l’aspetto enologico, ma anche la dimensione culturale, economica e politica.

Per Curatolo, il Marsala DOC strategico rappresenta una leva concreta di identità e sviluppo. Il motivo è semplice e, allo stesso tempo, raro: il Marsala è uno dei pochi casi in cui un vino porta il nome della città che lo ha generato. Secondo il candidato, questo legame unico può diventare un’opportunità decisiva per immagine, reputazione e visibilità internazionale. Inoltre, ribadisce un concetto centrale: quando il vino perde valore, perde valore anche la città.

Marsala DOC strategico, l’analisi sulla crisi

Curatolo afferma di condividere l’analisi dei Guardiani del Territorio sugli “errori stratificati nel tempo”. Richiama, infatti, l’assenza di una strategia, l’indebolimento della governance, la perdita di identità della denominazione e il distacco tra territorio e qualità percepita. Per il candidato, si tratta di responsabilità collettive. Tuttavia, aggiunge che oggi la politica deve assumere un ruolo più netto e operativo.

In questo quadro, Curatolo dichiara di voler trasformare le indicazioni dell’associazione in impegni programmatici. Quindi, annuncia che inserir à nel proprio programma di governo della città tre linee d’azione ritenute prioritarie.

Marsala DOC strategico, tre impegni nel programma

Nel dettaglio, Curatolo indica tre obiettivi. Prima di tutto, sostiene la necessità di una riforma del disciplinare, in sinergia con produttori e istituzioni competenti. A suo avviso, la riforma deve premiare qualità, territorialità ed eccellenza.

In secondo luogo, parla di rilancio del Consorzio di Tutela. L’obiettivo è farlo tornare autorevole, efficiente e rappresentativo. Inoltre, Curatolo sottolinea che una denominazione ha bisogno di una governance forte per reggere la competizione sui mercati.

Infine, il candidato dichiara di voler accompagnare e sostenere il percorso del Marsala Vergine verso il riconoscimento della DOCG, che definisce un approdo naturale sul piano identitario e qualitativo.

Marsala DOC strategico, il tema UNESCO

Curatolo affronta anche il dibattito sul possibile riconoscimento UNESCO dei vini fortificati. Dice di considerare positive le iniziative culturali di respiro internazionale. Tuttavia, avverte che non devono diventare un alibi per rinviare la riforma della DOC Marsala.

In altre parole, secondo il candidato ogni percorso parallelo può affiancare il lavoro sul Marsala, ma non può sostituirlo. Di conseguenza, ribadisce la centralità del rilancio strutturale del Marsala DOC strategico come asse principale delle politiche locali sul tema.

Marsala DOC strategico, vino e marketing territoriale

Curatolo chiude la sua posizione richiamando il potenziale del Marsala come strumento di marketing territoriale, turismo di qualità e riconoscibilità globale. Sostiene che Marsala possieda già un patrimonio straordinario e che la politica debba creare condizioni concrete affinché quel patrimonio torni a generare valore, lavoro e orgoglio.

Infine, ringrazia i Guardiani del Territorio per il ruolo di stimolo e vigilanza e afferma che confronto pubblico e responsabilità condivisa rappresentano, a suo giudizio, l’unica strada per restituire al Marsala un posto tra i grandi vini del mondo e alla città una maggiore visibilità internazionale.

Commento della redazione: Il dibattito sulla DOC Marsala entra nel vivo anche sul piano politico. Le prossime settimane diranno se agli impegni annunciati seguiranno tavoli tecnici e proposte operative capaci di tradurre le parole in scelte concrete.


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