Rinvio a giudizio a Marsala
Marsala – La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio a Marsala per sei persone, tra cui consiglieri comunali e altri soggetti, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza il reato di concorso in corruzione per l’esercizio della pubblica funzione.
L’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Marsala è stata fissata per il 18 marzo 2026. A sostenere l’accusa saranno i pubblici ministeri Diego Sebastiani e Sara Varazi.
Rinvio a giudizio Marsala: i nomi coinvolti
La richiesta di processo riguarda Pellegrino Guglielmo “Pino” Ferrantelli, Michele Maurizio Accardi e Vanessa Titone, consiglieri comunali di Marsala eletti nel 2020 in liste a sostegno del sindaco Massimo Grillo, che non risulta coinvolto nell’indagine.
Coinvolti inoltre Sara Accardi, Antonio Giancana, consigliere comunale di Castelvetrano, e Vincenzo Monteleone, consigliere comunale di Custonaci.
La posizione degli indagati sarà valutata dal giudice nell’udienza preliminare, fase in cui si stabilirà se procedere o meno con il dibattimento.
L’inchiesta della Guardia di Finanza
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, rappresenta un filone di un procedimento più ampio che, nell’ottobre 2024, ha portato all’emissione di 14 misure cautelari da parte dei Gip dei tribunali di Marsala e Trapani, su richiesta della Procura europea e della Procura della Repubblica di Marsala.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tra il 2021 e il 2022, alcuni referenti del movimento politico “Via”, riconducibile all’ex senatore Antonino Papania, avrebbero promesso o assicurato posti di lavoro a familiari di amministratori locali in cambio di sostegno politico.
Tra gli enti citati negli atti compare il Centro siciliano per la formazione professionale, realtà che beneficiava di finanziamenti europei e regionali.
Le accuse e le ipotesi investigative
Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto sistema di scambi di favori, che avrebbe riguardato assunzioni e altre utilità. Tra gli episodi contestati figura anche l’assunzione di una delle persone coinvolte presso una struttura assistenziale, ritenuta dagli investigatori collegata alle promesse avanzate.
Le contestazioni si fondano su intercettazioni, accertamenti documentali e attività investigative che ora saranno valutate nelle sedi giudiziarie competenti.
È importante ricordare che tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dalla legge.
Il contesto politico e giudiziario
L’inchiesta aveva già attirato l’attenzione dell’opinione pubblica negli anni scorsi, quando erano stati disposti anche obblighi di dimora poi revocati.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di indagini sulla gestione di enti di formazione e sui rapporti tra politica locale e finanziamenti pubblici, tema che negli ultimi anni ha interessato diverse procure siciliane.
Difese e prossime fasi
Gli imputati saranno assistiti dai rispettivi legali durante l’udienza preliminare, fase che precede l’eventuale apertura del processo.
Il giudice dovrà valutare le richieste della Procura e le posizioni difensive, decidendo se rinviare a giudizio gli indagati oppure disporre il non luogo a procedere.
Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime settimane, quando il procedimento entrerà nel vivo.
La vicenda rappresenta uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni per il territorio marsalese. L’udienza preliminare di marzo sarà un passaggio decisivo per chiarire l’evoluzione dell’inchiesta.
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