Gasolio agricolo in aumento: allarme della CIA Sicilia Occidentale

Preoccupazione tra gli agricoltori siciliani. Effetti su agricoltura e famiglie. Aumenti rapidi del prezzo del gasolio agricolo e dei carburanti: agricoltori e consumatori lanciano l’allarme per le ricadute sull’economia

Rincari gasolio agricolo

PalermoCresce la preoccupazione tra gli agricoltori siciliani per i rincari del gasolio agricolo, aumentato negli ultimi giorni di oltre 20 centesimi al litro.

A lanciare l’allarme è la CIA Sicilia Occidentale, che denuncia aumenti improvvisi e chiede interventi urgenti per evitare che i costi ricadano interamente sulle aziende agricole.

Secondo i dati segnalati dall’organizzazione agricola, solo quattro giorni fa il gasolio agricolo in Sicilia costava circa 1,04 euro al litro, mentre oggi ha raggiunto 1,27 euro, con un incremento di 23 centesimi in pochissimo tempo.

Un aumento che pesa direttamente sulle imprese agricole, soprattutto in un periodo dell’anno in cui le lavorazioni nei campi tornano a pieno ritmo.

Rincari gasolio agricolo: costi più alti per le aziende

L’impatto economico è immediato. Riempire un serbatoio da 100 litri di un trattore agricolo costava fino a pochi giorni fa circa 104 euro, mentre oggi servono 127 euro, cioè 23 euro in più per ogni pieno.

Secondo Matteo Paladino, neo presidente della CIA Sicilia Occidentale, dietro questa impennata dei prezzi potrebbero esserci anche dinamiche speculative legate alle tensioni internazionali.

«Temiamo che sia in atto una speculazione sugli effetti del blocco nello Stretto di Hormuz – afferma Paladino – ma non è accettabile che gli agricoltori paghino il prezzo di queste dinamiche».

Le aziende agricole, sottolinea l’organizzazione, stanno già affrontando costi di produzione sempre più elevati e margini economici sempre più ridotti.

Aumenti nel pieno delle lavorazioni agricole

Il rincaro arriva in un momento particolarmente delicato per il settore.

In questo periodo dell’anno, infatti, riprendono le lavorazioni stagionali nei vigneti, negli uliveti e nelle coltivazioni orticole, con un aumento significativo del consumo di carburante.

Secondo la CIA Sicilia Occidentale, un incremento così rapido dei prezzi rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica delle aziende agricole.

Per questo l’organizzazione chiede interventi immediati sia a livello regionale sia nazionale.

«La Regione Siciliana dovrebbe intervenire per aiutare gli agricoltori ad assorbire questi rincari – aggiunge Paladino – mentre il governo nazionale deve vigilare e contrastare eventuali fenomeni speculativi nei mercati energetici».

Carburanti in aumento: le conseguenze per le famiglie

I rincari non riguardano solo il settore agricolo. Secondo l’associazione dei consumatori Codici, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno già producendo effetti significativi sui mercati energetici internazionali.

I dati elaborati sulla base delle comunicazioni all’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano che il prezzo medio nazionale della benzina self service ha raggiunto 1,749 euro al litro, mentre il diesel self è salito a 1,875 euro al litro.

Ancora più elevati risultano i prezzi nella modalità servita, con la benzina a circa 1,883 euro al litro e il diesel oltre i 2 euro, arrivando in media a 2,004 euro al litro.

Anche alcuni operatori del settore hanno aggiornato i prezzi raccomandati:

  • Eni: +2 centesimi sulla benzina e +5 centesimi sul diesel
  • IP: +5 centesimi su entrambi i carburanti
  • Tamoil: +2 centesimi sulla benzina e +4 sul diesel
  • Q8: +3 centesimi sulla benzina e +5 sul diesel

Effetti sull’inflazione e sui prezzi alimentari

Secondo le analisi economiche, un aumento dei carburanti tra il 2% e il 3% può provocare nel breve periodo un incremento dei prezzi alimentari tra lo 0,5% e l’1,5%.

I primi rincari potrebbero riguardare soprattutto:

  • prodotti ortofrutticoli freschi
  • latticini e prodotti caseari
  • carne e filiera zootecnica
  • prodotti con forte incidenza dei trasporti, come pane e derivati dei cereali

Le stime indicano che, se la tendenza dovesse continuare, la spesa alimentare delle famiglie italiane potrebbe aumentare entro la fine di marzo tra i 20 e i 40 euro al mese per nucleo familiare.

Una situazione che, secondo le associazioni dei consumatori, rischia di colpire soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, riducendo il potere d’acquisto e aumentando il costo della vita.


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