Migranti, sindacati, Badia Grande e Iacp insieme per lavoro e abitazione: nasce un Tavolo permanente

Cgil, Cisl, Uil, Cooperativa Badia Grande e Iacp di Trapani hanno firmato un protocollo per rafforzare la rete territoriale su inserimento lavorativo, emergenza abitativa e tutela sociale

Inclusione dei migranti, a Trapani nasce il Tavolo permanente

Trapani – L’inclusione dei migranti passa da lavoro, casa, tutela sociale e collaborazione tra istituzioni, sindacati e realtà del Terzo settore. Con questo obiettivo è nato a Trapani il Tavolo permanente dell’inclusione sociale, dell’inserimento lavorativo e dell’accesso all’abitazione delle persone migranti.

Il Tavolo si è insediato nella sede della Cooperativa Sociale Badia Grande ed è stato formalizzato attraverso un protocollo che coinvolge Cgil, Cisl, Uil, Badia Grande e lo Iacp di Trapani. L’intesa punta a rafforzare il confronto territoriale e a costruire una rete stabile tra soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di trasformare i bisogni reali delle persone in risposte concrete.

Inclusione dei migranti, lavoro e casa al centro del confronto

Il nuovo Tavolo permanente dedicato all’inclusione dei migranti nasce per affrontare alcuni nodi centrali: emergenza abitativa, inserimento lavorativo, vulnerabilità sociali, difficoltà burocratiche e rischio di sfruttamento. Non si tratta, quindi, di un intervento occasionale, ma di uno spazio stabile di ascolto, confronto e progettazione.

Il metodo scelto è quello di partire dai problemi per costruire soluzioni condivise. Le criticità abitative, lavorative e sociali dovranno diventare la base per azioni comuni, superando la frammentazione degli interventi. Il Tavolo, inoltre, è destinato ad ampliarsi con il coinvolgimento di ulteriori rappresentanti istituzionali e realtà del territorio.

Badia Grande, il ruolo della cooperativa

La Cooperativa Sociale Badia Grande ha fortemente voluto l’insediamento del Tavolo. Da tempo, insieme agli operatori dei progetti SAI, avvertiva l’esigenza di creare uno spazio stabile di dialogo su due fronti oggi molto urgenti: l’emergenza abitativa e l’inserimento lavorativo.

“Questo Tavolo rappresenta il coronamento di un percorso che abbiamo fortemente voluto – dichiara Greta Margagliotti, vicepresidente di Badia Grande – perché siamo convinti che solo mettendo insieme competenze diverse si possano affrontare le sfide complesse dell’abitare e del lavorare. Non vogliamo più interventi isolati, ma una strategia condivisa che parta dai bisogni reali delle persone”.

Il ruolo di Badia Grande nei processi di integrazione è stato riconosciuto dai partecipanti al Tavolo. Attraverso i progetti SAI diffusi a Marsala, Salemi e Vita, la cooperativa ha costruito negli anni percorsi di accoglienza, autonomia e cittadinanza attiva.

SAI Marsala, autonomia oltre l’accoglienza

Il Tavolo non guarda soltanto alle difficoltà degli attuali beneficiari dei progetti SAI. L’obiettivo è più ampio: costruire il futuro abitativo e lavorativo delle persone migranti anche dopo la conclusione del percorso di accoglienza. In questo senso, l’inclusione deve diventare un cammino stabile verso autonomia, diritti e partecipazione sociale.

“Il nostro lavoro quotidiano nei territori ci insegna che l’accoglienza non può fermarsi alle mura di un centro – sottolinea Anna Maria Ruggirello, coordinatrice del Progetto SAI Marsala –. Dobbiamo preparare le persone a un futuro di autonomia, e questo significa costruire opportunità abitative e lavorative che durino nel tempo, anche oltre il periodo di permanenza nei progetti”.

La prospettiva, quindi, non si limita all’assistenza. Il Tavolo vuole favorire percorsi capaci di accompagnare le persone verso una vita indipendente, dentro le comunità in cui vivono.

Il ruolo di Cgil, Cisl e Uil

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Trapani, Liria Canzoneri, Federica Badami e Tommaso Macaddino, hanno sottolineato l’importanza dello strumento appena costituito. “Riteniamo sia uno strumento molto importante soprattutto nel nostro territorio dove è alta la presenza dei migranti, per sostenere l’azione delle istituzioni e del mondo del sociale a loro favore”, spiegano.

Secondo i sindacati, il confronto territoriale è decisivo per affrontare i problemi che emergono ogni giorno. Le questioni riguardano l’integrazione, la ricerca di un posto di lavoro, la possibilità di trovare una casa, le lungaggini burocratiche legate al permesso di soggiorno e le condizioni di sfruttamento occupazionale che molte persone migranti rischiano di subire.

Sfruttamento, caporalato e lavoro dignitoso

Uno dei temi più delicati è la prevenzione dello sfruttamento e del caporalato. Badia Grande richiama la necessità di agire prima che il danno si verifichi, costruendo percorsi di formazione e inserimento lavorativo davvero inclusivi.

“Prevenire lo sfruttamento e il caporalato significa agire prima che il danno si verifichi – afferma Valentina Villabuona, referente dei centri di accoglienza SAI di Salemi e Vita –. Dobbiamo creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo che siano davvero inclusivi, perché solo il lavoro dignitoso può restituire alle persone la fiducia nel futuro”.

Il lavoro, infatti, non può essere considerato soltanto come mezzo di sostentamento. È anche strumento di dignità, autonomia e partecipazione alla vita della comunità. Senza un inserimento lavorativo regolare, l’integrazione resta fragile. Allo stesso modo, senza una casa, diventa difficile costruire stabilità e futuro.

Iacp e sindacati nella rete territoriale

Lo Iacp di Trapani rappresenta un interlocutore centrale sul tema dell’accesso all’abitazione e della vulnerabilità abitativa. Casa e lavoro sono due pilastri della vita quotidiana e affrontarli insieme permette di leggere meglio le difficoltà presenti nel territorio.

La rete tra sindacati, cooperazione sociale e istituzioni può diventare un modello utile per tutta la provincia. Da un lato ci sono le competenze del mondo sociale, che conosce da vicino le fragilità delle persone. Dall’altro ci sono le organizzazioni sindacali, chiamate a tutelare i diritti nel lavoro e a favorire percorsi regolari. In questo quadro, il coinvolgimento degli enti competenti potrà rendere più concrete le risposte.

Monitorare i bisogni del territorio

Uno degli obiettivi principali del Tavolo sarà il monitoraggio dei bisogni e delle criticità presenti sul territorio. Particolare attenzione sarà dedicata alle condizioni di vulnerabilità abitativa e alle difficoltà di accesso al mercato del lavoro.

Molte persone migranti incontrano ostacoli nell’accesso a una casa stabile e dignitosa. Le difficoltà possono dipendere da redditi bassi, contratti di lavoro fragili, mancanza di garanzie, burocrazia o pregiudizi. Il Tavolo dovrà quindi analizzare questi problemi e favorire soluzioni condivise, evitando interventi isolati o frammentati.

Inserimento lavorativo e incontro tra domanda e offerta

Un altro obiettivo riguarda l’inserimento lavorativo e l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo passaggio è fondamentale per valorizzare competenze, esperienze e disponibilità delle persone migranti. Allo stesso tempo, può aiutare le imprese a trovare profili utili e a inserirli in percorsi regolari.

Il lavoro, però, deve essere dignitoso e tutelato. Per questo, il coinvolgimento dei sindacati e delle istituzioni competenti diventa essenziale. L’inclusione vera non si costruisce con occupazioni precarie o invisibili, ma con diritti, regole, formazione e accompagnamento.

Percorsi innovativi di presa in carico

Il Tavolo permanente si propone anche di promuovere strumenti di intervento e percorsi innovativi di presa in carico. Questo significa seguire le persone migranti non in modo episodico, ma dentro un percorso più ampio e coerente.

Ogni situazione può richiedere risposte diverse. C’è chi ha bisogno di orientamento al lavoro, chi deve affrontare problemi abitativi, chi vive difficoltà burocratiche e chi necessita di supporto linguistico, sociale o amministrativo. Un sistema di presa in carico efficace deve tenere insieme tutte queste dimensioni. Solo così l’inclusione può diventare concreta.

Per approfondire il quadro nazionale delle politiche di integrazione è possibile consultare il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Festa del Rifugiato e il messaggio al territorio

La scelta di insediare formalmente il Tavolo nella settimana della Festa del Rifugiato non è stata casuale. Per Badia Grande ha rappresentato un messaggio concreto al territorio, un atto di responsabilità condivisa e l’avvio di un programma di attività dedicato a questo tema.

Il percorso proseguirà fino all’appuntamento di sabato pomeriggio a Marsala, dentro una settimana pensata per richiamare attenzione, responsabilità e partecipazione. Il Tavolo vuole diventare un luogo permanente di ascolto, confronto e progettazione, capace di tradurre le difficoltà in proposte operative.

Una strategia comune per l’integrazione

Cgil, Cisl e Uil parlano della necessità di costruire una strategia comune. Il tema dell’integrazione, infatti, non può essere lasciato all’emergenza. Richiede programmazione, conoscenza del territorio e capacità di intervento.

Trapani e la sua provincia registrano una presenza importante di persone migranti. Per questo, servono strumenti capaci di trasformare la presenza in partecipazione sociale. L’inclusione non riguarda soltanto chi arriva da altri Paesi. Riguarda l’intera comunità, perché una società più inclusiva è anche più sicura, più coesa e più capace di valorizzare le persone.

Casa, lavoro e dignità

Il nuovo Tavolo permanente mette al centro tre parole: casa, lavoro e dignità. Senza una casa, una persona resta fragile. Senza un lavoro regolare, resta esposta a ricatti e sfruttamento. Senza dignità, ogni percorso di integrazione perde senso.

Per questo, il protocollo firmato a Trapani prova a intervenire sui punti più concreti della vita delle persone migranti. L’obiettivo è costruire risposte condivise, ma anche prevenire nuove marginalità. Quando una persona riesce ad accedere a un’abitazione, a un lavoro regolare e a una rete di supporto, diventa parte attiva della comunità.

Trapani, una rete per l’inclusione sociale

La nascita del Tavolo permanente rappresenta un passo importante per il territorio trapanese. L’intesa tra sindacati, Badia Grande e Iacp può rafforzare la capacità di risposta alle esigenze delle persone migranti e rendere più efficace il lavoro già avviato nei territori.

Il percorso appena iniziato dovrà ora tradursi in azioni concrete. Sarà necessario ascoltare i bisogni, coinvolgere le istituzioni, costruire percorsi di accompagnamento e favorire l’incontro con il mondo del lavoro. L’inclusione dei migranti non è una formula astratta, ma un insieme di pratiche quotidiane, servizi, diritti, responsabilità e relazioni.

Trapani prova così a costruire una rete stabile. Una rete capace di affrontare le fragilità e di trasformarle in percorsi di autonomia, tutela e partecipazione sociale.


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