Enosimposio Assoenologi Sicilia: il vino siciliano riparte da identità, filiera e valore

A Brucoli si è conclusa la trentesima edizione dell’Enosimposio di Assoenologi Sicilia. Per tre giorni istituzioni, imprese, ricerca, distribuzione, ristorazione ed enologi si sono confrontati su sostenibilità, innovazione, mercati, promozione ed enoturismo

Il vino siciliano riparte dal confronto di filiera

BrucoliIl vino siciliano riparte da identità, filiera e valore. È questo il messaggio emerso dalla trentesima edizione dell’Enosimposio di Assoenologi Sicilia, uno degli appuntamenti più importanti per il comparto vitivinicolo regionale e nazionale.

Per tre giorni il tema “Vino tra identità e valore: il futuro attraverso lo storytelling” ha guidato un confronto ampio tra istituzioni, imprese, ricerca scientifica, mondo accademico, distribuzione, ristorazione, comunicazione ed enologi. L’obiettivo è stato costruire una visione condivisa sul futuro della vitivinicoltura, in una fase segnata da profondi cambiamenti nei mercati, nei consumi e nei modelli produttivi.

Il ruolo strategico della vitivinicoltura siciliana

L’Enosimposio ha ribadito il valore strategico della vitivinicoltura per l’economia, il paesaggio e l’identità della Sicilia. Il comparto vive una stagione complessa, ma anche ricca di opportunità, nella quale qualità, cultura, innovazione e capacità di creare valore diventano strumenti decisivi per rafforzare la competitività del sistema.

Assoenologi Sicilia ha confermato il proprio ruolo di punto di riferimento della filiera, portando al centro del confronto non solo gli aspetti tecnici della produzione, ma anche le principali criticità del settore. Tra queste il dialogo con le istituzioni, la sostenibilità, la promozione, l’evoluzione dei consumi e la necessità di costruire risposte condivise.

Istituzioni e imprese attorno allo stesso tavolo

Ad aprire i lavori sono stati il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e l’europarlamentare Dario Nardella, coordinatore della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Entrambi hanno sottolineato il valore della vitivinicoltura italiana e il peso della Sicilia nello scenario nazionale ed europeo.

Sono intervenuti anche il presidente di Assoenologi Sicilia Giuseppe Figlioli e il presidente nazionale Riccardo Cotarella, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, dei Consorzi di tutela, dell’Università, degli organismi di controllo e delle principali organizzazioni del settore. Il confronto ha confermato l’Enosimposio come luogo di elaborazione, proposta e crescita per l’intera filiera.

Cotarella: “L’enologo è sempre più figura scientifica e manageriale”

Nel corso dei lavori, il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella ha ribadito l’evoluzione del ruolo dell’enologo. La professione non può più limitarsi agli aspetti tecnici della produzione, ma deve integrare competenze scientifiche, capacità manageriali, conoscenza dei mercati, sostenibilità, comunicazione e valorizzazione delle produzioni.

L’enologo diventa così una figura centrale nello sviluppo delle imprese vitivinicole. È chiamato a governare processi complessi che incidono direttamente sulla competitività del vino italiano nel mondo, accompagnando le aziende nelle sfide legate al cambiamento climatico, all’innovazione e ai nuovi modelli di consumo.

Figlioli: “Un laboratorio che genera proposte concrete”

Per Giuseppe Figlioli, presidente di Assoenologi Sicilia, il trentesimo Enosimposio conferma la validità di un modello di confronto ormai riconosciuto a livello nazionale. L’appuntamento consente a tutte le componenti della filiera di dialogare con senso critico e spirito costruttivo.

Secondo Figlioli, la forza dell’Enosimposio sta proprio nella capacità di trasformare le riflessioni in proposte concrete. Mettere in relazione istituzioni, ricerca, imprese, tecnici, distribuzione e ristorazione significa creare le condizioni per affrontare i problemi reali del comparto e costruire percorsi realmente sviluppabili.

Cambiamento climatico, acqua ed enoturismo

Tra i momenti più seguiti c’è stato il confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. Con il presidente Giuseppe Figlioli sono stati affrontati alcuni temi centrali per il futuro del vino siciliano: cambiamento climatico, gestione delle risorse idriche, irrigazione, sostegni al settore e programmi di promozione internazionale.

Spazio anche all’internazionalizzazione delle imprese e allo sviluppo dell’enoturismo, considerato uno strumento strategico per rafforzare il legame tra vino, territorio, paesaggio e accoglienza. Da qui emerge la necessità di una programmazione stabile e di una collaborazione più stretta tra istituzioni e imprese.

Il rapporto con distribuzione e ristorazione

Ampio spazio è stato dedicato anche ai mercati e ai nuovi modelli di distribuzione. Il confronto ha coinvolto protagonisti della Grande Distribuzione Organizzata, della ristorazione e della comunicazione del vino, facendo emergere alcune criticità che interessano tutta la filiera.

Da un lato, la rincorsa al ribasso dei prezzi nella GDO rischia di ridurre il vino a semplice prodotto promozionale. Dall’altro, ricarichi troppo elevati nella ristorazione possono frenare i consumi e allontanare nuovi clienti. Per questo è stato indicato un nuovo patto di filiera, fondato su dialogo, formazione e cultura del vino.

Più vini al calice anche nella ristorazione qualificata

Tra le proposte emerse con maggiore convinzione c’è quella di rafforzare la presenza dei vini al calice anche nella ristorazione più qualificata. L’idea è includere etichette di fascia medio-alta e prestigiosa, rendendo più accessibili grandi vini e favorendo nuove occasioni di degustazione.

Questa scelta potrebbe aiutare il consumatore a conoscere meglio le produzioni di qualità e a costruire un rapporto più diretto con i territori di origine. Inoltre, consentirebbe ai ristoratori di raccontare meglio le etichette e di valorizzare il lavoro delle cantine.

Neuromarketing, musica e percezione del vino

Particolarmente apprezzato anche l’intervento del professor Vincenzo Russo, ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing all’Università IULM di Milano. Il suo contributo ha aperto nuove prospettive sul rapporto tra neuroscienze, percezione sensoriale e consumo del vino.

La dimostrazione dedicata alla relazione tra musica, ambiente e degustazione ha mostrato come gli stimoli sensoriali possano influenzare la percezione qualitativa del vino. Si tratta di un tema di grande interesse per comunicazione, accoglienza, marketing ed enoturismo, perché il valore del vino passa anche dall’esperienza che accompagna il consumatore.

Raccontare il vino con un linguaggio contemporaneo

Dai lavori è emersa anche la necessità di rafforzare il racconto del vino siciliano attraverso un linguaggio contemporaneo, autentico e credibile. Identità, filiera e valore sono le parole chiave sulle quali costruire la competitività futura della vitivinicoltura.

Raccontare il vino significa raccontare territori, persone, cultura, paesaggi e sostenibilità. Ogni bottiglia può diventare un’esperienza capace di parlare ai mercati internazionali e alle nuove generazioni, sempre più attente alla qualità, alla territorialità e alla capacità distintiva dei prodotti.

La visione per il futuro

Il 30° Enosimposio consegna alla filiera una visione chiara: il futuro del vino passa da una maggiore integrazione tra ricerca scientifica, formazione, innovazione, sostenibilità, cultura e capacità di fare sistema. Servono politiche lungimiranti, imprese preparate e professionisti capaci di interpretare il cambiamento.

Assoenologi Sicilia conferma così il proprio ruolo di motore culturale e tecnico del settore. L’Enosimposio non è soltanto un appuntamento di aggiornamento professionale, ma un laboratorio permanente di idee e progettualità per il futuro della vitivinicoltura siciliana e del Made in Italy.


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