Mazara e Tunisi camminano insieme
MAZARA DEL VALLO – Mazara e Tunisi camminano insieme da 26 anni attraverso un gemellaggio pastorale che unisce le due sponde del Mediterraneo. Si è conclusa la visita della delegazione tunisina nella Diocesi di Mazara del Vallo.
Il gruppo, formato da cinque persone, era guidato dall’arcivescovo di Tunisi, monsignor Nicolas Lhernould. Durante il soggiorno, la delegazione ha visitato Mazara del Vallo, Salemi, Marsala e Torretta Granitola. Il programma ha compreso anche un incontro con il Vescovo di Trapani.
Le giornate hanno offerto occasioni di confronto tra realtà ecclesiali che operano in contesti sociali e culturali differenti, ma condividono un cammino pastorale e di fede.
Un gemellaggio nato 26 anni fa
Il rapporto tra la Diocesi di Mazara del Vallo e quella di Tunisi dura da oltre un quarto di secolo.
Il gemellaggio è nato per favorire la conoscenza reciproca, l’accoglienza e lo scambio delle esperienze vissute dalle due comunità.
«Condividiamo le ricchezze delle nostre esperienze ecclesiali», sottolinea il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella.
Il Mediterraneo non rappresenta soltanto lo spazio geografico che separa la Sicilia dalla Tunisia. Nel percorso delle due diocesi diventa un ponte tra società, culture e comunità religiose.
Le tappe della delegazione tunisina
La visita ha attraversato diverse località della Diocesi. La delegazione ha incontrato comunità e realtà ecclesiali a Mazara del Vallo, Marsala, Salemi e Torretta Granitola.
Il gruppo ha inoltre fatto visita al Vescovo di Trapani, estendendo il confronto a un’altra realtà diocesana della Sicilia occidentale.
L’ultimo appuntamento si è svolto nella serata di domenica nella parrocchia di Torretta Granitola. All’incontro hanno partecipato anche il sindaco Daniele Mangiaracina, l’assessore Bia Cusumano e il vescovo emerito monsignor Domenico Mogavero.
Il confronto nella Cattedrale di Mazara
La giornata di accoglienza si è svolta venerdì nella Cattedrale di Mazara del Vallo.
Qui la delegazione ha partecipato a un confronto pubblico con le realtà diocesane e le aggregazioni laicali. Erano presenti il vescovo Angelo Giurdanella e don Francesco Fiorino, direttore dell’Ufficio diocesano per il gemellaggio.
L’appuntamento ha permesso al pubblico di conoscere le esperienze di chi vive e lavora nella Chiesa tunisina.
Sono intervenuti don Michel Baudry Santiago, suor Jessy Rymond, Olivia Olivo e suor Laura Gorlato. Tutti fanno parte dell’équipe della Diocesi di Tunisi che segue il gemellaggio con Mazara del Vallo.
Una Chiesa piccola in un Paese musulmano
Le testimonianze hanno descritto la vita di una comunità cristiana numericamente ridotta all’interno di una società a maggioranza musulmana.
Secondo i dati riportati dalla Diocesi di Mazara del Vallo, in Tunisia vivono circa 30 mila cristiani su una popolazione complessiva di 12 milioni di abitanti.
La Chiesa tunisina opera quindi in un contesto molto diverso da quello italiano. Le sue attività comprendono la pastorale, le scuole, l’accoglienza e il sostegno alle persone in difficoltà.
Il dialogo con la popolazione musulmana rappresenta una parte quotidiana della sua presenza.
Olivia Olivo e l’incontro con il mondo musulmano
Olivia Olivo ha raccontato la propria esperienza di incontro e collaborazione in Tunisia.
«L’incontro con il mondo musulmano continua a farmi scoprire che il Signore ci ha fatto con lo stesso cuore», ha spiegato.
Dopo essere andata in pensione nel 2021, è tornata in Tunisia. Attualmente lavora per favorire la collaborazione tra le scuole cattoliche.
Segue inoltre i giovani tunisini che partecipano alla rete del Mediterraneo nata dall’impegno del cardinale di Marsiglia Jean-Marc Aveline e di Papa Francesco.
Suor Laura Gorlato in Tunisia da 18 anni
Suor Laura Gorlato vive in Tunisia da 18 anni. Il suo servizio, ispirato al carisma salesiano, si svolge soprattutto nelle scuole.
«Credo che la nostra presenza in quella terra sia un dono alla Chiesa e al popolo musulmano», ha dichiarato. «Viviamo in mezzo a una popolazione che si dichiara musulmana, ma come cristiani siamo accolti».
La religiosa ha raccontato anche il rapporto costruito nel tempo con le famiglie degli studenti.
Molti genitori che oggi accompagnano i propri figli nelle scuole cattoliche hanno frequentato in passato le stesse strutture. Questa continuità rafforza la fiducia e il legame tra la scuola e la comunità.
Suor Jessy Rymond e il servizio nella Caritas
Suor Jessy Rymond ha ricordato i dubbi provati quando le fu proposto di trasferirsi a Tunisi.
Inizialmente temeva di dover nascondere i segni della propria appartenenza religiosa, compresa la croce pettorale.
Oggi collabora con la Caritas diocesana e partecipa alle attività rivolte alle persone che vivono situazioni di difficoltà.
Il servizio comprende anche visite a chi si trova nei luoghi di detenzione. La sua testimonianza ha descritto un percorso personale passato dalla preoccupazione iniziale all’impegno diretto nell’accoglienza.
Don Michel Baudry Santiago nella Cattedrale di Tunisi
Don Michel Baudry Santiago vive da due anni in Tunisia ed è parroco della Cattedrale di Tunisi.
La chiesa accoglie visitatori provenienti da Paesi differenti. Oltre ai turisti, entrano anche numerosi tunisini interessati a conoscere la comunità cristiana.
«Fanno domande e hanno curiosità», ha raccontato il sacerdote.
La comunità parrocchiale comprende anche molti giovani arrivati dall’Africa occidentale e residenti a Tunisi. La sfida pastorale consiste nell’accompagnarli e aiutarli a interrogarsi sul proprio percorso di vita.
Lhernould: “Giorni vissuti come una famiglia”
Al termine della visita, monsignor Nicolas Lhernould ha espresso la propria gratitudine per l’accoglienza ricevuta.
«Porto a casa la gioia di un incontro fraterno», ha affermato l’arcivescovo di Tunisi. «È stato molto bello vivere questi giorni come una grande famiglia».
Lhernould ha evidenziato che le Diocesi di Mazara e Tunisi presentano alcuni punti in comune, ma operano anche in realtà profondamente diverse.
In Tunisia la religione costituisce una parte importante dell’identità sociale. La comunità occupa una posizione centrale e ogni persona deve trovare il proprio spazio al suo interno.
“La Chiesa ha bisogno del volto femminile”
L’arcivescovo ha richiamato anche la condizione delle donne nella società tunisina.
Secondo Lhernould, la realtà sociale presenta ancora forti caratteristiche maschiliste. Proprio per questo la presenza e il contributo delle donne assumono un valore essenziale nella vita ecclesiale.
«La Chiesa non esiste se non ha il volto femminile», ha concluso l’arcivescovo.
Le esperienze raccontate da Olivia Olivo, suor Laura Gorlato e suor Jessy Rymond hanno mostrato concretamente questo ruolo nelle scuole, nella Caritas e nei percorsi rivolti ai giovani.
Due nuove visite in Tunisia
Il gemellaggio proseguirà nei prossimi mesi con altri appuntamenti.
Don Francesco Fiorino ha annunciato due nuove visite di amicizia in Tunisia. La prima dovrebbe svolgersi a gennaio, mentre la seconda è prevista per maggio.
Le iniziative permetteranno alla Diocesi di Mazara del Vallo di ricambiare l’incontro e continuare il percorso di conoscenza tra le due comunità.
Dopo 26 anni, Mazara e Tunisi camminano insieme e confermano un rapporto costruito attraverso l’ascolto, la fede e l’incontro tra culture diverse.
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