“Dove Dio si fa casa”, gli orientamenti per il nuovo anno pastorale
Mazara del Vallo – La Chiesa cammina con il territorio. È questo uno dei messaggi centrali della terza Lettera pastorale del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, dal titolo “Dove Dio si fa casa”, presentata nella Cattedrale di Mazara del Vallo.
Il documento indica gli orientamenti per il nuovo anno pastorale e individua nella sinodalità, nella cura delle relazioni, nell’attenzione alle persone più fragili e nella missione alcuni dei punti fondamentali del cammino della Diocesi.
A presentare la Lettera è stato don Giuseppe Alcamo, nell’ambito dell’assemblea diocesana.
La Chiesa come una casa aperta
L’immagine della casa attraversa tutto il documento.
Monsignor Giurdanella richiama l’idea di una Chiesa che non nasce semplicemente da un’organizzazione costruita dagli uomini, ma dalla chiamata di Dio e dalla capacità della comunità di diventare luogo di accoglienza.
Richiamando Papa Francesco, il Vescovo ricorda che “la Chiesa non è una dogana”, ma una casa nella quale deve esserci posto per ciascuno, anche nelle fatiche della vita.
Una comunità che, secondo l’immagine proposta nella Lettera, deve sempre mantenere aperta una porta attraverso la quale anche chi si è allontanato possa ritornare.
Gli Atti degli Apostoli al centro del cammino
Il punto di partenza indicato per il nuovo anno pastorale sono gli Atti degli Apostoli, scelti come testo di riferimento per lo studio e la Lectio divina.
Da questa prospettiva prende forma anche il tema della sinodalità, che nella Lettera non viene presentata soltanto come una modalità organizzativa, ma come una dimensione essenziale della vita della Chiesa.
Il Vescovo invita a rafforzare i rapporti tra le diverse componenti delle comunità parrocchiali e richiama il ruolo dei Consigli pastorali diocesano e parrocchiali, considerati luoghi nei quali esercitare il discernimento.
L’indicazione è quella di non limitarsi alla logica della maggioranza, ma di cercare il più possibile punti di convergenza e scelte condivise.
Carità come relazione e attenzione alle fragilità
Un altro passaggio significativo riguarda la carità.
Per monsignor Giurdanella, non può essere ridotta semplicemente al gesto del dare, ma deve diventare relazione, vicinanza e accompagnamento.
Nel documento vengono richiamati quattro verbi: proteggere, accogliere, accompagnare e integrare.
Parole che indicano una Chiesa chiamata a stare accanto alle persone, soprattutto a quelle che attraversano situazioni di fragilità, senza limitarsi a interventi occasionali ma costruendo relazioni capaci di durare nel tempo.
“La Chiesa non esiste per sé stessa”
Ampio spazio viene dedicato anche alla dimensione missionaria.
“La Chiesa non esiste per sé stessa, ma per il mondo”, scrive il Vescovo, indicando la necessità di sviluppare sempre di più una pastorale in uscita.
Non soltanto attendere quindi che le persone entrino nelle chiese, ma uscire dalle strutture ecclesiali e andare incontro alle donne e agli uomini del territorio.
La Chiesa cammina con il territorio anche attraverso questa scelta di prossimità, che punta a raggiungere le persone nei luoghi della vita quotidiana e ad ascoltarne domande, difficoltà e speranze.
Una fede adulta sostenuta dalla formazione
La Lettera richiama inoltre la necessità di una fede capace di confrontarsi con le domande dell’uomo contemporaneo.
Da qui l’importanza attribuita alla formazione, attraverso strumenti già presenti nella vita diocesana come la Scuola diocesana di teologia di base e i percorsi promossi dai diversi uffici della Diocesi.
L’obiettivo è favorire una fede adulta, consapevole e capace di leggere le trasformazioni sociali e culturali del presente.
La Visita pastorale partirà dalla Pentecoste 2027
Tra gli annunci più importanti contenuti nella Lettera c’è quello relativo alla Visita pastorale, che prenderà il via con la Veglia di Pentecoste del 2027.
“Strade e case” saranno, secondo quanto indicato dal Vescovo, i luoghi privilegiati della visita.
L’intenzione non sarà soltanto quella di verificare la situazione delle singole comunità, ma soprattutto di incontrarle e ascoltarle, riconoscendo i segni positivi già presenti e accompagnandole nelle difficoltà.
La Visita pastorale dovrà diventare, nelle intenzioni di monsignor Giurdanella, un’occasione di rinnovamento pastorale e missionario, costruita attraverso ascolto e discernimento condiviso.
Una Chiesa chiamata ad ascoltare e condividere
La prospettiva indicata nella nuova Lettera pastorale è quindi quella di una comunità ecclesiale che non si chiuda nelle proprie strutture.
Una Chiesa che, scrive il Vescovo, “ascolta, discerne, condivide passi e scelte comuni, riconosce doni e carismi” e cresce nel senso di responsabilità.
Un percorso che accompagnerà la Diocesi di Mazara del Vallo durante l’anno pastorale 2026-2027 e che troverà uno dei suoi momenti più significativi proprio nell’avvio della Visita pastorale annunciata per il prossimo anno.
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