Autotrasportatori, svolta dopo il vertice: sbloccati fondi e stop alla protesta

Dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, il Comitato Trasportatori Siciliani annuncia la revoca del fermo. Restano però aperti alcuni nodi su gasolio e costi dei traghetti

Autotrasportatori siciliani, revocato il fermo dopo il confronto con il Governo

Marsala – Gli autotrasportatori siciliani revocano il fermo dopo il confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi.

Il Comitato Trasportatori Siciliani ha comunicato la decisione al termine dell’incontro di Milano, spiegando che la quasi totalità delle richieste contenute nella piattaforma rivendicativa ha ricevuto risposte positive.

Le aziende, tuttavia, resteranno in stato di agitazione fino alla completa definizione degli ultimi punti ancora aperti.

Autotrasportatori siciliani, revocato il fermo

La decisione del Cts consente di sbloccare una situazione che negli ultimi giorni aveva provocato pesanti ripercussioni sulla logistica dell’Isola.

“Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio”, afferma il coordinatore del Comitato, Salvatore Bella.

Ma il Cts precisa che la revoca non rappresenta una rinuncia alle rivendicazioni.

“La revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l’istituzione del tavolo per il Sud”, sottolinea Bella.

Sblocco dei fondi per l’autotrasporto

Uno dei punti principali riguarda i pagamenti arretrati del Sea Modal Shift.

Il Ministero si sarebbe impegnato a procedere con l’erogazione delle risorse relative alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un valore complessivo di circa 104 milioni di euro.

Previsto anche un incremento delle risorse per la terza annualità, quella 2026/2027, con uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro.

Credito d’imposta sul gasolio

Un altro nodo centrale riguarda il credito d’imposta sul gasolio.

Il Cts indica lo sblocco di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate.

Il viceministro Edoardo Rixi ha spiegato che l’importo complessivo dovrebbe salire a circa 480 milioni, includendo tutte le domande arrivate fino alla finestra del 30 agosto.

Le somme dovrebbero diventare progressivamente utilizzabili nei cassetti fiscali delle aziende.

Restano due questioni aperte

Non tutte le richieste degli autotrasportatori hanno trovato una soluzione immediata.

Restano ancora da definire due punti principali: l’estensione per altri quattro mesi del credito d’imposta sul gasolio e l’introduzione di contributi per ridurre il costo dei biglietti dei traghetti per l’attraversamento dello Stretto di Messina.

Secondo il Comitato, questi temi dovranno essere affrontati all’interno del Tavolo permanente del Meridione d’Italia.

Il Cts entra nei tavoli istituzionali

Tra gli impegni indicati dal Comitato c’è anche il riconoscimento di una presenza stabile del Cts nei tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e all’autotrasporto.

La richiesta riguarda anche la nuova Consulta nazionale, con l’obiettivo di rappresentare in modo continuativo le esigenze delle aziende del Mezzogiorno.

Giorni difficili per la Sicilia

Il fermo aveva iniziato a produrre conseguenze importanti sulla distribuzione delle merci.

A Messina erano state segnalate difficoltà negli approvvigionamenti dei supermercati, con scaffali progressivamente più vuoti.

In almeno 15 Comuni della fascia ionica messinese era stata inoltre sospesa la raccolta della frazione indifferenziata, proprio per le difficoltà legate alla movimentazione dei mezzi.

A Palermo, circa un centinaio di tir erano rimasti fermi tra l’ingresso della città e le zone portuali.

Proteste anche sulla Palermo-Agrigento

La mobilitazione aveva coinvolto anche altri settori.

Sulla strada statale 189 Palermo-Agrigento, all’altezza del bivio Tumarrano, tra San Giovanni Gemini e l’area dell’Agrigentino, camion e trattori avevano dato vita a una protesta contro il caro carburante.

Il Cts aveva però preso le distanze dai blocchi stradali e dalle iniziative organizzate da altri gruppi.

Il Comitato aveva ribadito che la propria protesta riguardava esclusivamente il fermo volontario dei mezzi delle aziende aderenti e la movimentazione dei semirimorchi nei porti.

Il caro carburante resta al centro della protesta

La revoca del fermo non chiude quindi completamente la vertenza.

Il costo del carburante resta una delle principali criticità denunciate dagli autotrasportatori e da altre categorie produttive, compresi gli agricoltori.

Il Cts continuerà a seguire l’applicazione degli impegni assunti dal Governo, mantenendo lo stato di agitazione finché tutte le misure annunciate non saranno tradotte in atti concreti.


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