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Proposta a Conte, Musumeci: “Irragionevole la scelta sulle palestre e ristoranti, cinema e teatri”

"Ci permettano di aprire fino alle 23 ristoranti, bar, pizzerie. La chiusura alle 18 non ha senso. È l'ora in cui cominciano a lavorare. Assurdo consentire l’asporto, con le persone in piedi in attesa del cibo..."

“Irragionevole la scelta sulle palestre e ristoranti, cinema e teatri”, il presidente della Regione Nello Musumeci torna ad attaccare il governo nazionale per alcuni provvedimenti.

“Episodi come quelli di Catania o Napoli vanno condannati senza se e senza ma, tuttavia bisogna comprendere le ragioni della rabbia, se espressa in maniera civile si intende. E per questo avanzo una proposta al premier Conte: un protocollo che consenta alla Regione siciliana, per alcune materie, di derogare anche nelle misure estensive e non solo restrittive. Ci permettano di aprire fino alle 23 ristoranti, bar, pizzerie. La chiusura alle 18 non ha senso. È l’ora in cui cominciano a lavorare. Assurdo consentire l’asporto, con le persone in piedi in attesa del cibo. Non sarebbe più logico farle sedere al tavolo nel rispetto delle procedure anti-Covid?. In Sicilia la situazione non è tale da giustificare una misura così restrittiva. Noi siamo all’ottavo posto per numero di contagi. Peraltro i ristoratori hanno adeguato le strutture”.

“Le palestre? Altro motivo di dissenso. Palestre che io non ho voluto chiudere. Come i teatri e i cinema che chiedo a Conte di riaprire. Non c’è luogo più sicuro per rispetto delle norme di prevenzione visto che i posti sono già assegnati. Potrebbe andare bene per alcune regioni. Ma bisogna lasciare ai presidenti la possibilità di decidere”.

Anche l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, attraverso i suoi canali social, chiede al governo nazionale di riaprire immediatamente i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura e modifichi il Dpcm Conte nella parte in cui dispone la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, delle palestre, dei centri culturali e sportivi e delle piscine.

Alberto Samonà: “Un simile provvedimento, infatti, non tiene conto del fatto che non si può contrastare l’emergenza Covid, condannando a morte centinaia di migliaia di attività e gettando nell’incertezza milioni di persone che adesso non sanno più cosa inventarsi per sopravvivere. Per queste ragioni il governo deve riaprire il confronto con le regioni, non relegandole a mere destinatarie di provvedimenti calati dall’alto, ma riconoscendone il loro ruolo di cerniere indispensabili con il Paese reale. Questo diventa improcrastinabile in quelle regioni autonome, proprio come la Sicilia, in cui vi è competenza concorrente con lo Stato in materia sanitaria”.

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MarsalaLive