Crisi della viticoltura, la Cia Sicilia Occidentale: “Pronti a scendere in piazza”
Alcamo – La crisi della viticoltura non può più aspettare risposte. È il messaggio emerso dall’assemblea pubblica promossa dalla Cia Sicilia Occidentale all’Enoteca Regionale, al Castello dei Conti di Modica di Alcamo.
All’incontro hanno partecipato circa 300 viticoltori del Trapanese, insieme ai vertici di alcune cantine sociali, amministratori locali e rappresentanti istituzionali.
Al centro del confronto c’è una richiesta precisa: 25 milioni di euro da destinare direttamente ai produttori siciliani per sostenere un comparto che attraversa una fase di forte difficoltà.
La crisi della viticoltura preoccupa il territorio
La situazione descritta dai produttori è il risultato di diversi fattori che negli ultimi anni si sono sommati.
Tra le criticità segnalate ci sono le produzioni ridotte, le giacenze invendute, il calo dei prezzi delle uve e del vino e l’aumento dei costi di produzione.
Carburanti, prodotti fitosanitari e spese aziendali pesano sempre di più sui bilanci delle imprese.
Una situazione che, secondo la Cia Sicilia Occidentale, rende particolarmente difficile affrontare anche la prossima campagna di potatura.
La richiesta: 25 milioni ai produttori
Il presidente della Cia Sicilia Occidentale, Matteo Paladino, ha ribadito la necessità di destinare le risorse direttamente ai viticoltori.
“Non possiamo accettare che non si sia ancora deciso un sostegno adeguato per chi produce l’uva”, afferma Paladino.
La Cia chiarisce di non essere contro le cantine sociali, considerate una componente essenziale del comparto.
La richiesta, però, è che gli agricoltori vengano messi nelle condizioni di continuare a lavorare e mantenere in vita le aziende.
In assemblea circa 300 viticoltori
L’incontro di Alcamo ha registrato una partecipazione ampia.
Oltre ai produttori e ai rappresentanti del mondo agricolo, erano presenti anche l’onorevole Dario Safina, deputato regionale, Piera Aiello e diversi sindaci del territorio.
Dal confronto è emersa la preoccupazione per una crisi che non riguarda soltanto le singole imprese.
Gli amministratori locali hanno infatti sottolineato anche l’impatto sociale dell’emergenza.
Una crisi che coinvolge migliaia di famiglie
La viticoltura rappresenta uno dei settori più importanti per l’economia della Sicilia occidentale.
Dietro ogni azienda ci sono famiglie, lavoratori, cantine, servizi e un indotto che coinvolge interi territori.
Per questo la crisi della viticoltura rischia di avere conseguenze che vanno oltre il settore agricolo.
Il timore espresso durante l’assemblea è quello di un progressivo impoverimento delle comunità e di una perdita di capacità produttiva difficile da recuperare.
“Se non arrivano risposte, pronti alla protesta”
La posizione della Cia Sicilia Occidentale è netta.
“Abbiamo ascoltato il grido d’allarme dei produttori e raccolto una richiesta chiara: servono aiuti diretti, adeguati e immediati”, sottolinea Paladino.
Se le risposte non dovessero arrivare nelle sedi legislative, la confederazione è pronta a portare la protesta a Palermo.
L’ipotesi è quella di una mobilitazione davanti a Palazzo dei Normanni, anche in forma permanente.
“Non arretreremo finché non saranno riconosciute le ragioni di chi ogni giorno lavora la terra”, conclude il presidente della Cia Sicilia Occidentale.
Il prossimo passaggio è nelle istituzioni
Dopo l’assemblea di Alcamo, l’attenzione si sposta adesso sulle decisioni della politica regionale.
La richiesta dei produttori è quella di avere tempi certi e misure concrete, evitando che il confronto rimanga fermo alle dichiarazioni di principio.
La posta in gioco riguarda la sopravvivenza di molte aziende e il futuro di uno dei comparti più identitari dell’economia siciliana.
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